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Essere freelance, fare il punto e pianificare: il mio self retreat

6 Dicembre 2022Vita da freelance

Quali strumenti uso per gestire il mio business

In questo post desidero raccontarti la mia personale esperienza con il mio primo self retreat, che ho organizzato nel mese di novembre.

Che cos’è un self retreat

Retreat significa, letteralmente, ritiro. Negli anni ho sempre associato questo termine a due principali fattori: il viaggio e la spiritualità. Dicevi retreat e io immaginavo ritiri spirituali in qualche ashram in India.

Poi ho iniziato a vedere che alcune delle professioniste che seguo ogni anno fanno un self retreat. Non vanno in Oriente, non partono per lunghi viaggi. E soprattutto, il focus principale di questi self retreat è l’analisi e la pianificazione del proprio business.

Questo mi ha incuriosita molto e ho iniziato a pensare che sarebbe stato utile anche per me. L’ispirazione maggiore me l’ha data Alessia Savi che di self retreat è ormai esperta.

In passato ogni autunno mi ritagliavo un fine settimana per fare il punto della situazione, valutare il fatturato dell’anno, pormi gli obiettivi dell’anno successivo e fare un calendario editoriale del blog. Ma sentivo che non era abbastanza.

Quest’anno, ad aprile, ho fissato in agenda 4 giorni da dedicare totalmente alla mia attività.

Se le aziende fanno ritiri di team building noi freelance possiamo fare i self retreat. E il risultato può sorprenderti.

Perché fare un self retreat

Perché anche se abbiamo una piccola attività e siamo solopreneur, raccogliere le idee, fare il punto con lucidità e pianificare il futuro è fondamentale per la salute del nostro business. Per anni sono andata avanti con il pilota automatico: il lavoro c’era, il fatturato andava bene, via così, senza mai fermarmi a pensare. Poi mi sono resa conto che non poteva essere tutto lì. Che non avevo aperto la partita IVA solo per portare a casa la pagnotta. Ma anche per avere un’attività che mi rispecchiasse, che andasse in una direzione precisa, che avesse un impatto nel mondo.

Ecco che fermarmi, riflettere, fare piani e progetti è diventato importante per me.

Un self retreat serve prima di tutto a darti uno spazio e un tempo, limitati e definiti, inviolabili, per lavorare sul tuo business. Serve a rivedere l’andamento dell’anno e a pianificare quello che in arrivo. Serve a capire se quello che hai fatto è stato efficace o se devi correggere la rotta. Serve soprattutto a mettere nero su bianco i propri obiettivi, confrontarli con quelli dell’anno prima e vedere quali ci appartengono ancora e quali possiamo lasciar andare senza rimpianti, perché non sono più fondamentali per noi.

Sono praticamente infinite le ragioni per cui tutte noi freelance dovremmo trovare il modo per fare ogni anno un self retreat. E non mi viene in mente neanche un motivo per non farlo!

Ma, sintetizzando al massimo, il self retreat è la tua migliore occasione per guardare negli occhi il tuo business e decidere cosa fare da grandi. In pochi giorni porterai a casa un gran numero di dati analizzati, idee da mettere a frutto, piani per il futuro e punti fermi che ti permetteranno di affrontare il nuovo anno con determinazione e senza l’ansia tipica di chi naviga a vista.

Come organizzare un self retreat

Per un self retreat efficace è fondamentale poter raggiungere uno stato di concentrazione, di focus, molto profondo. E io ho capito che non potevo farlo restando nel mio ufficio, quello in cui lavoro ogni giorno, tutto l’anno. Forse manco di disciplina io, ma nel solito ambiente le fonti di distrazione sono troppe e la tentazione di buttare un occhio alle mail e perdere mezza giornata per aiutare una cliente in difficoltà è forte.

In un ambiente completamente estraneo, possibilmente silenzioso e lontano dal caos cittadino, raggiungere il focus e restare centrata è più semplice. La solitudine è la tua migliore alleata nel tuo retreat. Potrai concentrarti solo su te stessa, restare davvero in ascolto dei tuoi bisogni, dei tuoi ritmi, dei tuoi pensieri. E sarà semplice e naturale impostare il risponditore automatico alle mail e sentirti autorizzata a non rispondere al telefono né alla posta elettronica. È gentile avvisare prima i tuoi clienti in modo che non vadano in panico non ricevendo tue risposte alle loro richieste.

Quindi, parti con il dovuto anticipo e inizia a segnare in agenda i giorni che dedicherai al tuo retreat. Secondo me devono essere minimo 3 giorni, ma se riesci a dedicarne di più meglio ancora. E visto che non dovrebbe trattarsi di tempo rubato ma di tempo prezioso che ti dedichi io ti consiglio di non fissarlo nel week-end.
Scriverlo in agenda o sul calendario ti farà assumere un impegno con te stessa e lo renderà reale. È un piccolo passo, ma è quello da cui inizia tutto.
Io ho già riservato cinque giorni a novembre 2023!

Ora resta da decidere dove andare. Come ho detto, restare a casa è sconsigliato. Se proprio non puoi fare diversamente organizzati in modo da non avere interruzioni di alcun tipo. Se hai figli chiedi aiuto a partner, amiche, parenti e fai capire loro l’importanza che in quei giorni non ti disturbino per alcun motivo.
Se puoi, cerca un posticino lontano da casa. Non serve andare in capo al mondo e nemmeno un un resort di lusso. Maggiore sarà l’anticipo con cui ti organizzi e migliori saranno le offerte che potrai trovare. Io consiglio un posto facilmente raggiungibile – in auto o con i mezzi, come preferisci – perché il viaggio non diventi uno stress. Un luogo tranquillo, silenzioso, lontano dalla movida è l’ideale. Pensa al tuo self retreat ideale: dove ti vedi? In montagna, al mare? Oppure al lago?

Inizia a cercare lo spazio giusto, che sia un agriturismo, un hotel o un appartamento. Io ho scelto una graziosa mansarda a due passi dal parco del Gran Paradiso. Condizioni irrinunciabili per me erano una comoda postazione per lavorare (credimi, la tua schiena ringrazierà) e un’ottima connessione wi-fi. Se cerchi un appartamento tramite piattaforme come AirBnb contatta prima l’host per assicurarti che il luogo abbia tutte le caratteristiche per te fondamentali.

E qualche giorno prima della partenza fai una bella lista del materiale che devi portarti. Giusto per darti un’idea nella mia lista c’erano: MacBook, auricolari, caricabatterie, quaderno, reMarkable, penne e pennarelli, hard disk esterno, candela profumata, Kindle, viveri per sopravvivere 4 giorni… e tanta cioccolata.

Cosa ho fatto io durante il mio self retreat

Non posso fornirti una lista delle cose da fare, sarebbe parziale e poco interessante perché tutto dipende dalla tua attività, da come sei organizzata, da quali sono le priorità su cui devi lavorare.

Ma posso raccontarti come ho organizzato le mie giornate e su cosa mi sono concentrata io, magari trovi qualche spunto utile anche per te. E desidero rassicurarti: è normale sentirti un po’ confusa al primo retreat, mettere troppa carne al fuoco e perdersi tra le troppe cose da fare. Può capitare che trascuriamo il nostro business per mesi e di colpo vorremmo mettere una toppa a tutto. Ti consiglio di lavorare per priorità e dopo il primo retreat avrai già imparato molto e l’organizzazione del secondo sarà già più semplice.

Io sono una solitaria, amo lavorare in silenzio o con un po’ di musica e ad avere una routine ben definita. Durante il mio self retreat ho mantenuto gran parte delle abitudini che ho normalmente nei giorni lavorativi: sveglia puntata, colazione, skin care e un po’ di stretching. Poi al lavoro. Borraccia con acqua sempre accanto e tisane calde a volontà. Pause piccole ma frequenti. Cucinare con cura il pranzo e la cena. Dopo cena telefonata con il programmatore, qualche vocale o chat con le amiche, un film o un e-book e nanna. Niente orari strani da vacanza, per me, altrimenti so che ne avrei pagato in concentrazione. Devo ammettere che in quattro giorni non ho mai messo il naso fuori dall’appartamento, nonostante fossi in un luogo meraviglioso. Non ne ho sentito il desiderio, ho goduto di quell’atmosfera ovattata e raccolta e della mia sola compagnia.
Certo non significa che debba farlo anche tu.

Questi i temi su cui mi sono concentrata nei 4 giorni:

  • revisione business model;
  • revisione del business plan 2022 e stesura 2023;
  • ennesima mappa dell’empatia;
  • analisi degli insights di Instagram;
  • conferma e revisione strategia di comunicazione:
    • canali social come Instagram, gruppi Facebook e YouTube;
    • frequenza di pubblicazione sul blog;
    • struttura delle newsletter;
  • nuovi prodotti/servizi per il 2023 e calendario di lancio;
  • revisione completa statistiche sito e academy su Google Analytics;
  • nuova landing page per mentoring per web designer (da finire, ma fatto è meglio che perfetto);
  • calendario editoriale 2023:
    • blog post;
    • newsletter;
    • video YouTube;
  • piano ADS;
  • definizione dei percorsi formativi che seguirò;
  • revisione di tutti i touch point e automazioni della newsletter;
  • pianificazione piano ferie, giorni di riposo, batching e self retreat 2023.

Cosa ho imparato

Come ti ho detto si è trattato del mio primo vero self retreat. Sono diverse le consapevolezze che mi sono portata a casa.

Ho imparato che posso ritagliarmi quasi una settimana per prendermi cura di me e della mia attività senza che crolli il mondo. Al mio rientro le mail da gestire non erano neanche così tante.

Ho imparato che con un pacchetto di biscotti al cacao vicino al portatile sono più produttiva. 😆
Che sono soddisfatta di quanto ho fatto in questi anni, ma che i miei obiettivi sono ancora tanti e ambiziosi. Che l’impatto che voglio avere nel mondo e nella vita delle persone è ancora più grande.

Ho imparato che se superi la vergogna e provi a chiedere al tuo host un check-in anticipato e un check-out posticipato per non bruciarti due mezze giornate, le risposte potrebbero sorprenderti per la gentilezza.

Ho scoperto di poter convivere senza paure per circa 36 ore con una piccola lucertola in casa. E di poterla accompagnare alla finestra del bagno alla prima occasione.

Ho avuto conferma che non esiste tempo speso meglio di quello speso per fare ciò che amiamo e che ci appassiona. Ché lavorare è fatica, nessuno può dire il contrario. Ma deve anche essere gioia e passione, ed è nostro compito cercare di aumentarne sempre un po’ il livello, per svegliarci felici la mattina.

Spero di averti fornito dei consigli interessanti e degli spunti di riflessione nel caso tu stia pensando di organizzare un self retreat. Sarei davvero felice di conoscere le tue idee o perplessità in proposito. Se ti va lasciami un commento qui sotto oppure contattami sul mio profilo Instagram.

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Sono Ljuba. Web designer freelance. Metà perfezionista e metà sognatrice. Femminista in divenire. In costante evoluzione e quasi sempre con i capelli ciclamino.
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