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  4.  | DO-NUTS episodio n.5 Intervista a Tatiana Schirinzi, SEO Specialist

E siamo già al quinto episodio di DO-NUTS, il podcast con il web intorno.

In questa puntata ho il piacere di intervistare una delle professioniste del web che più stimo e anche una di quelle con cui ho la fortuna e l’onore di lavorare più spesso.

Lei è Tatiana Schirinzi, SEO Specialist. Ho conosciuto Tatiana ad un corso, quando avevo appena aperto partita IVA e stavo costruendo il mio sito. Le ho subito chiesto di occuparsi della  sua ottimizzazione SEO.

Tatiana è una consulente SEO e insieme al suo team aiuta le aziende a fasti trovare su Google e sugli altri motori di ricerca. E io ho sperimentato sulla mia pelle il potere del suo lavoro.

In questa puntata Tatiana ci spiega la differenza tra la SEO fai-da-te e quella che può fare un professionista. Parliamo di team liquido – definizione che amo e che ho appreso proprio da Tatiana – e dell’importanza di metterci sempre in discussione, anche grazie al lavoro di squadra.

Clicca su play e fai partire l’episodio:

Dove possiamo trovare Tatiana

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Trascrizione Episodio 5

Ciao, benvenuta a Do-Nuts, il podcast con il web intorno.
Io sono Ljuba, sono una web designer freelance e creo siti internet per business woman di carattere.
Amo le donne che fanno squadra e credono fortissimo nei propri sogni.
Come me.
Do-Nuts ti farà andare fuori di testa, ti sorprenderà, ti guiderà, ti parlerà di una presenza online chiara, onesta, emozionante.
Do-Nuts ospita professioniste pazzesche che hanno qualcosa in comune con il web.
Dalla SEO al copywriting, dalla traduzione alla programmazione, dalla fotografia alla grafica, un podcast spiegato semplice per chi sogna una comunicazione che spacca.
In questa puntata conoscerai Tatiana Schirinzi.

Ljuba: Ciao Tatiana, benvenuta a DoNuts.

Tatiana: Ciao Ljuba.

Ljuba: Sono davvero felice che tu abbia accettato di partecipare al mio podcast non solo perché tu sei una delle professioniste del web che stimo di più ma anche una di quelle con cui ho la fortuna e l’onore di collaborare più spesso.
Vorrei un attimo raccontare come le nostre strade si sono incrociate. Io e te Tatiana ci siamo conosciute a Milano nell’aprile 2015 al bellissimo corso per social media manager che teneva Enrica Crivello. Io avevo aperto partita IVA da pochi mesi e in quel periodo stavo lavorando alla creazione del mio sito e mi ricordo che poco dopo averti conosciuta ti ho chiesto di occuparti della sua ottimizzazione Seo.
Ricordo che compilai un questionario che mi fece riflettere su molti aspetti della mia della mia attività come il target e gli obiettivi che avevo ancora solo abbozzato nella mia testa ma ero invece convinta di averli chiarissimi. Poi il lavoro fatto insieme sul mio sito, la sensazione che insieme lavorassimo bene, ci fosse una bella sinergia…
Sono arrivati i primi risultati, i primi clienti, le persone che mi dicevano “ti ho trovata su Google”.
Insomma io ho proprio sperimentato sulla mia pelle quanto il tuo lavoro, Tatiana, sia efficace e da quel momento ho sempre proposto la tua consulenza a tutte le mie clienti. Non solo per le tue competenze tecniche ma soprattutto per il tuo approccio molto umano ed empatico.
E poi Io confesso, non faccio mai nessuna modifica sostanziale al mio sito senza prima chiedere l’ok alla mia Seo Specialist del cuore.
A questo punto ho già detto di cosa ti occupi ma raccontacelo meglio a modo tuo. Tatiana, chi sei e cosa fai nella vita?

Tatiana: Bene allora, intanto grazie per le cose carine che hai detto. Allora, io appunto io faccio la consulente SEO e aiuto le aziende a farsi trovare su Google e altri motori di ricerca da chi ha già bisogno di loro, in modo consapevole o inconsapevole. Quindi ad esempio mettiamo, non so, il caso, l’azienda può essere un’azienda manifatturiera o anche un’azienda di servizi, insomma qualsiasi tipo di azienda avrà comunque, cioè qualsiasi azienda sia che venda prodotti sia che venda servizi avrà bisogno di essere trovata insomma su Google da chi ha bisogno di questi servizi o prodotti, in modo conscio o inconscio. No?
Quindi facciamo un esempio, nel caso un’azienda di servizi può essere per esempio uno psicologo no, per semplificare. Quindi lo psicologo magari potrebbe essere cercato su Google proprio da chi cerca già uno psicologo, per esempio, no? Magari uno psicologo a Torino specializzato nel rapporto tra genitori e adolescenti. Quindi in questo caso le persone su Google stanno cercando in modo conscio, però potrebbero anche cercarlo in modo inconscio no? Ad esempio non aver chiaro… quindi la mamma ha problemi con il figlio adolescente, non ha chiaro di aver bisogno di uno psicologo. Quindi non fa altro che cercare delle informazioni sulla gestione del suo rapporto con il figlio adolescente. Quindi anche in questo caso diciamo allo psicologo sarebbe utile farsi trovare su Google da chi cerca questi contenuti. Quindi questi contenuti che riguardano da vicino la sua attività. Quindi secondo definizione questo è il bisogno inconscio. Quindi in sostanza io cosa faccio? Analizzo il sito di un’azienda se già ce l’ha e se non ce l’ha aiuto a progettarlo proprio in modo da intercettare queste ricerche con una serie di attività sia diciamo proprio di pianificazione strategica cioè pensando un po’ il sito come deve essere strutturato, quali pagine dovrà avere, quante pagine e che funzione dovranno avere, sia poi faccio delle attività diciamo tecniche, di ottimizzazione in senso stretto. Quindi in questo senso lavoro a stretto contatto con il web designer sia che il sito sia da modificare sia che sia da progettare ex-novo.

Ljuba: Ok, perfetto. Ora che ci hai spiegato nel dettaglio di cosa ti occupi proveresti a rispiegarmi il tuo lavoro come se lo stessi raccontando a tua mamma o addirittura a tua a tua nonna? Proprio in modo semplice semplice.

Tatiana: Allora, la nonna è proprio difficile… Faccio delle cose al computer per aiutare le aziende a fasti trovare su internet.

Ljuba: Perfetto, mi sembra una spiegazione che ha assolutamente senso.

Tatiana: Esatto, per vendere di più proprio in sintesi.

Ljuba: Sì sì, ma in sintesi la SEO è questa: essere trovati di più su internet, su Google diciamo sempre, come se esistesse solo Google però forse mi confermi che in Italia effettivamente teniamo conto di lui, ecco.

Tatiana: Sì.

Ljuba: Ok. Ora fingiamo – ma neanche troppo visto che è accaduto realmente – che io sia una potenziale cliente che vuole un sito web. Perché dovrei aver bisogno anche di una SEO Specialist? Non mi basta pagare un informatico che mi faccia il sito e mi installi il plug-in di YOAST? Che valore aggiunto porteresti tu Tatiana il mio sito?

Tatiana: Il valore aggiunto è abbastanza grande secondo me, no? In quasi tutti i casi diciamo, l’unica eccezione è se una persona ha bisogno di un sito vetrina che però non gli servirà per essere trovato no? Quindi in questo caso non so a cosa gli potrebbe servire di preciso… magari.

Ljuba: Il famoso sito vetrina.

Tatiana: Esatto, esatto, magari non so vuole proprio essere trovato solo da chi conosce già il suo nome oppure…

Ljuba: Quando distribuisce i biglietti da visita vuole avere un sito da scrivere sopra e lo vedranno solo coloro che lo cercheranno digitando l’URL scritto sul biglietto da visita. Allora in quel caso la SEO non serve.

Tatiana: Quindi diciamo, fermo restando che il professionista parta dall’idea che il sito gli serva proprio per lavorare, per farsi trovare, senz’altro il mio contributo è molto utile proprio perché in questo modo il sito sarà proprio strutturato in modo da incrociare le ricerche. Altrimenti il professionista, il cliente abbandonato a sé stesso cosa fa no? Allora, si rivolge al web designer, magari capiterà a te, già il cliente ha in mente secondo lui la struttura del sito, per esempio dovrà avere queste quattro pagine, questi contenuti, ecc, ecc… Però quasi mai quella è una struttura adatta a farsi trovare, no?
Farà un primo errore che sarà strutturarlo male, no? Lo strutturerà in modo un po’ egocentrico. Non ovviamente, in questo non c’è un giudizio. Però diciamo è una cosa naturale che lo strutturerà intorno a sé invece che intorno al proprio cliente.
Ecco quindi intanto sarà strutturato male, non avrà le pagine adatte per essere trovato dal potenziale cliente e questa è la prima parte. Quindi avrà dei difetti di struttura.
Per un secondo aspetto avrà delle carenze tecniche no? Cioè non comunicherà a Google nel modo giusto il contenuto delle varie pagine. Non sarà ottimizzato. Perché, tu prima mi hai fatto l’esempio, diciamo che la persona installi Yoast no?
Però il plugin di Yoast non serve a niente, cioè è solo uno strumento, per carità è utilissimo, però è uno strumento solo per rendere più veloce il lavoro. Più veloce il lavoro ad esempio di scrittura di alcuni elementi SEO. Però se tu non sai come scriverli non ti può aiutare in alcun modo. Quindi ad esempio è come se devi scrivere un libro, lo scrivi con una penna e un foglio oppure col computer. Il computer senz’altro rende il lavoro più veloce, ti da tante funzioni in più, comunque puoi copiare, incollare, modificare più facilmente eccetera eccetera. Però se ci sono cose che tu non sai cosa scrivere nel libro diciamo il computer non ti può aiutare in nessun modo. Non perché non sia valido ma proprio perché quello è solo uno strumento, diciamo, al servizio del lavoro SEO.

Ljuba: Mentre il tuo compito va bene oltre a inserire lo snippet e il title all’interno del plugin di Yoast, giusto?

Tatiana: Esatto, però anche il title quello pure è una parte importante del mio lavoro quindi è un punto difficile a cui si arriva, si scrivono i title dopo una lunga riflessione. Sulla base dello studio delle parole chiave e così via. E soprattutto poi un consulente SEO non guarda mai un title alla volta ma sempre tutti i title del sito nel loro insieme.

Ljuba: Esatto, quindi una visione di insieme di tutto l’albero menù e soprattutto quello che la persona da sola difficilmente può essere in grado di fare è lo studio delle keywords e di tutti quegli elementi che fanno sì che a te, che invece sei esperta, ti fanno comprendere esattamente quali termini usare nei title, nelle description eccetera per fare in modo che quel sito venga ha trovato.
Quindi Tatiana, scusami, spiegami meglio fino a dove posso arrivare io ad ottimizzare il mio sito magari seguendo un corso online sulla SEO, leggendo il tuo ebook e i tuoi articoli sul blog e dove invece diventa indispensabile l’intervento di una professionista come te?

Tatiana: Diciamo… allora si può arrivare da soli fino ad un certo punto, dipende intanto un po’ dal livello di complessità di quello che si sta affrontando no? Per esempio mettiamo il caso di un’azienda che ha già un sito magari fatto tanti anni fa attraverso cui vende tanto. Può vendere in modo anche diretto o anche indiretto. Magari non ha l’e-commerce ma comunque riceve tanti contatti. Il sito ha tante pagine, tanto traffico… quindi questo è l’esempio dell’azienda il cui fatturato dipende dal sito in modo più o meno significativo. Allora in questo caso proprio sconsiglierei di fare da soli.

Ljuba: Il fai-da-te non porterebbe grandi risultati.

Tatiana: No, non potrebbe, no. Comunque dovrebbe studiare a lungo e poi allenarsi su tanti altri casi più semplici. Quindi dopo che acquisisce una certa padronanza potrebbe intervenire sul suo quindi mi sembra proprio una cosa in salita e che sconsiglio.
Invece mettiamo una persona con un’azienda piccola e che parte da zero e ammettiamo che ha voglia comunque di fare un blog molto ricco, in cui scrive tanti contenuti che comunque sono pensati introno al proprio target, allora eventualmente – purché il sito non abbia dei limiti tecnici, magari lo riesce a capire tramite il web designer se fa il sito con te – sapendo che non ha limiti tecnici allora potrebbe sopperire alla SEO purché abbia un piano di contenuti forte. Eventualmente, diciamo. Vede un po’ come va, insomma si da un certo tempo e vede come va. Perché in questo modo, facendo questo blog super ricco è un po’ come se facesse SEO senza fare SEO in modo cosciente. Nel senso, trascura certi aspetti tecnici, certi aspetti strategici però ne salva altri cioè che è quello di creare tante pagine, in questo caso tanti articoli. Uno per ogni bisogno del proprio cliente, è l’ideale no?
Però diciamo nel caso di un’azienda avviata che rifà un sito oppure comunque un’azienda avviata in genere, quindi che deve prendere tutte le cose seriamente sconsiglierei proprio di farlo sa sé, magari affidando la SEO non so, ad una persona del marketing che non ne sa nulla, eccetera eccetera.

Ljuba: Forse possiamo dire che la discriminante può essere i risultati che ci si aspetta e in quanto tempo c’è li si aspetta. Nel senso, se si hanno delle aspettative molto modeste sul proprio sito, se si sta andando online consapevoli che forse potrebbe arrivare anche nessun contatto da Google o un contatto all’anno da Google e ci va bene così almeno per iniziare, allora si può come dicevi te lavorare molto sui contenuti fare quella che giustamente hai definito un po’ la SEO inconsapevole.
Se invece l’obiettivo è “voglio un sito e – come mi dicono spesso le clienti – voglio un sito perché voglio ricevere clienti, voglio ricevere nuovi clienti, nuovi contatti”, allora se quello è l’obiettivo che ci si dà e non si vuole raggiungere quest’obiettivo in 10 anni forse è meglio rivolgersi subito ad un esperto, ad un consulente SEO.

Tatiana: E poi anche come dicevamo appunto dipende infatti tantissimo da diversi aspetti però anche da come dicevamo prima dalla complessità dello scenario di partenza. Per esempio se è il caso di un rifacimento di un sito che già ha traffico, lì è chiaro che il rischio diventa grande. E in più se lo scenario è tanto complesso non vale la pena di…

Ljuba: Oltre tutto lì il rischio sarebbe di perdere tutto il traffico. Un sito che ha già traffico, magari anche perché non è stata fatta una grandissima SEO ma comunque negli anni in qualche modo si è ben posizionato, il rifacimento – sappiamo per esperienza vero Tatiana? – può veramente far crollare tutto quanto da un giorno all’altro. Il cliente dice “ma io non ricevo più contatti, prima di ricevevo e ho rifatto il sito nuovo”. Sì, ma magari non hai fatto la SEO, ti sei perso questo importante tassello durante il rifacimento del sito.

Tatiana: Sì sì, esatto.

Ljuba: In più è interessante quello che hai detto, secondo me non lo non lo si ripete mai abbastanza: l’importanza del pubblicare tanti contenuti di frequente. Quindi tu lo consigli sempre ai tuoi clienti, lo so per certo, anche se hanno fatto tutto il percorso SEO con te, ma a maggior ragione a chi non ha fatto SEO. L’unica speranza su cui si può puntare è quella di pubblicare contenuti di valore chiaramente, non contenuti tanto per, con costanza sul blog.
Quindi non è una leggenda quella che il blog aiuta il posizionamento sui motori di ricerca.

Tatiana: No no no, esatto. No, non è una leggenda, nel senso, diciamo, allora se una persona sa già di non poter seguire il blog allora eventualmente con un sito ben strutturato all’inizio, in cui copre già vari bisogni informativi del proprio cliente ideale, potrebbe farne a meno per un certo periodo, ma è sempre tutto da sperimentare. Ma se parti già con un sito forte… Facciamo un esempio, una wedding planner sa che non può seguire il blog. Diciamo, questa wedding planner è specializzata su Roma, no? Allora, il blog sa già che non lo può seguire per budget, tempo, altro, non so… allora parte già con tante pagine informative sul matrimonio a Roma no? E in cui copre tutti gli aspetti di questo matrimonio: il matrimonio ebraico, la cerimonia civile, i castelli per sposarsi… Allora diciamo può stare al sicuro per un po’, sempre da verificare poi cosa succede in un anno, eccetera eccetera… Diciamo proprio a livello SEO, è chiaro. Invece poi a livello di brand, altro, per mantenere un rapporto col pubblico le farebbe comunque comodo avere dei post nuovi da condividere. Però proprio a livello strettamente SEO potrebbe andare bene così eventualmente. Però in generale il blog è sempre una chance in più per approfondire, per mettere… anche se i contenuti di partenza sono già ottimi, ci sono sempre dei nuovi contenuti informativi che si possono scrivere, dei nuovi bisogni informativi che si possono esplorare…

Ljuba: Superare la pigrizia, e lo dico anche a me stessa Tatiana, lo sto dicendo anche a me stessa: superare la pigrizia e pubblicare con regolarità aiuta sicuramente il posizionamento del sito.

Tatiana: Una cosa… solo perché dobbiamo immaginare che ogni contenuto è come una rete in più che noi gettiamo. Perché, facciamo l’esempio sempre della wedding planner, se io non scrivo questo articolo o questa pagina sul matrimonio civile a Roma non potrò mai essere trovata da chi stava cercando proprio quelle informazioni, no?
Quindi, invece, dal momento che io scrivo questo post me lo immagino come una rete che lancio e che mi porterà altri visitatori. Sempre qualificati appunto perché il mio target sono questi sposi di Roma, quindi il contenuto va bene. Quindi devo immaginare ogni post come una rete in più che io lancio, una porta di accesso in più al sito. Quindi è chiaro che più ne creo e meglio è.

Ljuba: Ok, quindi mi sembra di intuire che la SEO non è, come potrebbe pensare qualcuno, una diciamo scienza esatta ovvero che dà risultati matematicamente. Io ti faccio fare la SEO e tu mi garantisci al 100% che il mio fatturato il prossimo anno raddoppia. Non funziona esattamente così…

Tatiana: No, no. È impossibile. Magari questo è pure molto importante da comunicare perché è sempre da ricordare che sa un’agenzia o un professionista vi garantisce per esempio non so, una certa posizione su Google…

Ljuba: Il primo posto sui motori di ricerca!

Tatiana: Esatto, sì, il primo posto sui motori di ricerca, esatto. O una certa quantità di traffico, oppure una certa quantità di fatturato, diciamo che è sempre una truffa. Per forza no? Se ci pensate è una cosa normale perché comunque il SEO lavora, a parte lo scenario complesso, ma anche su delle cose che non può controllare.

Ljuba: È molto empirico.

Tatiana: Esatto, l’algoritmo di Google è segreto, nessuno sa come funziona esattamente, cambia sempre… quindi io consiglio di paragonare il lavoro SEO a quello del medico. Cosa fa? Parte da quello che vuoi ottenere e ti consiglia una strategia. O anche un nutrizionista facciamo, parte da quello che tu vuoi ottenere, per esempio dimagrire, stare meglio in alcuni aspetti… allora ti consiglia una strategia sulla di che cosa? Dei suoi studi, della sua esperienza quotidiana con gli altri pazienti, dell’analisi che fa sulla tua situazione, sul tuo stile di vita eccetera, eccetera. Però non ti può mai garantire che la cosa funzionerà, no? Come nessun medito ti garantisce di guarirti. Immaginate, un medico che vi garantisce di guarirvi, capite che sicuramente non è una cosa regolare. Quindi è lo stesso.

Ljuba: bisogna drizzare un po’ le antenne.
Ora ti faccio una domanda che mi fanno moltissime clienti quando mi chiedono un sito: ma la SEO l a devo fare per forza durante la creazione del sito oppure se non ho budget oggi la posso fare anche più avanti, quando il sito sarà già online e io avrò due soldini da parte? Cambia molto farla su un sito in sviluppo o su un sito già esistente?

Tatiana: Allora, dunque, sì! È un’ottima domanda perché infatti anche a me la fanno sempre. È un dubbio super comune. Quindi io consiglio appunto di partire subito con la SEO prima di partire con lo sviluppo del sito o contestualmente, magari due professionisti vengono contattati insieme e partono insieme a livello di incarico. Però poi proprio a livello di parte di lavoro senz’altro ci va prima l’analisi SEO, quindi si analizza… Cosa fa il consulente? Come dicevamo prima, qual è il punto? Che analizza l’attività, i prodotti, il target, ecc… dopo di che progetta proprio l’alberatura del sito, quindi quali e quante pagine avrà, e poi può dare consigli su come dovranno essere strutturate. Non a livello grafico, ovviamente. Quello è compito del web designer, ma per esempio quale sarà la loro funzione, che contenuti dovranno avere, dà dei consigli per la scrittura dei testi, ecc ecc… quindi è chiaro che è una cosa che va fatta all’inizio. Per forza perché poi da questo documento, per esempio facciamo con te Ljuba, magari io di solito faccio questo documento all’inizio e poi tu parti e progetti il sito.

Ljuba: Esatto, è una sorta di staffetta. Tu fai l’analisi SEO, mi consegni il documento, io creo il sito, ti riconsegno il sito, tu lo ottimizzi e poi andiamo online. Quindi è una staffetta.

Tatiana: Esatto, sì sì, è proprio una staffetta nel momento in cui il web designer lavora nella parte centrale. Invece immaginiamo appunto che il tuo cliente per qualche motivo non voleva fare SEO dall’inizio, magari non poteva, non aveva capito bene cos’era o che… quindi avete già fatto il sito. Poi qual è il punto? Che quando io ci metto mano è probabile che poi chieda delle modifiche. Perché logicamente dal mio studio magari viene un’alberatura diversa . Quindi a quel punto è chiaro che è un po’ doppia spesa per il cliente. Magari certo, si cerca sempre, quando possibile, di tenere, di salvare il possibile, è chiaro no? Ormai il sito è stato fatto, è chiaro che si interviene tenendo conto di questo. Però potendo scegliere non ha proprio senso coinvolgere il consulente SEO dopo. A maggior ragione, come dicevamo prima, in caso di rifacimento. Perché? Ma soprattutto se il sito ha già traffico. Quindi che succede? Allora, se vuoi fate il sito con Ljuba lei almeno vi fa comunque i reindirizzamenti, no? Che significa? Che tutte le pagine che erano posizionate su Google ora se voi anche gli cambiate indirizzo, diciamo per semplificare, lei fa in modo che queste vecchie pagine vengano indirizzate alle nuove. Ecco, questa è una parte importantissima ma non tutti i web designer la fanno, anzi, molto poco. Non perché magari siano cattivi professionisti o altro, però evidentemente gli manca questa parte di conoscenza. Per una serie di motivi, magari non hanno mai lavorato a stretto contatto con dei SEO oppure…

Ljuba: Esatto, io volevo proprio dire questo. Io tante cose le faccio perché ho lavorato così tante volte insieme a te che le ho imparate ma le ho imparate proprio da te, altrimenti anche io alcuni pezzi non li avrei, mi mancherebbero. Invece l’aver lavorato così spesso con te fa sì che abbia già le idee più chiare anche su quello. nel caso in cui un cliente non voglia la SEO, penso sempre “come organizzerebbe l’albero menu Tatiana?” e anche se sicuramente neanche mi avvicino a quello che faresti tu. perché tu hai tutta, anche uno studio, una ricerca dietro, cerco di fare del mio meglio. Ma questo è il risultato dell’aver lavorato molto a stretto contatto con una specialista SEO.

Tatiana: Sì infatti, questo pure è il bello di collaborare, che poi un po’ è il tema del tuo podcast. Perché poi le buone pratiche si diffondono. Anzi, a volte proprio nei progetti in cui non si lavora insieme, le buone pratiche si portano sempre con noi. Però appunto nel caso di un web designer che non ha questa conoscenza, questa abitudine, a quel punto davvero può essere un grave danno. Ci sono in realtà tante aziende importanti che escono da questi rifacimenti gestiti male e poi quindi è ancora più grave in quel caso contattare il consulente dopo. No, mettiamo, se il rifacimento lo faccio a marzo poi perdo il traffico, il consulente SEO lo contatto a settembre a quel punto il consulente SEO può fare poco per recuperare, no? È costretto quasi un po’ a ripartire da zero o comunque dal 20%, non so, qualcosa del genere.

Ljuba: Si è proprio perso del traffico che negli anni in qualche modo, non si sa bene come se la SEO non era stata fatta, ma in qualche modo lo si era guadagnato. E così lo si è andato a perdere.
Io Tatiana ti chiedo: alle mie clienti, quando mi chiedono, mi fanno questa domanda, se è davvero indispensabile e fare subito la SEO oppure la possono fare in un secondo momento, di solito do una risposta che vuole essere anche un po’ una metafora per cercare di fargli capire meglio che cosa intendo. Dimmi tu se ha senso o se se sbaglio.
Io di solito gli rispondo così: non è certamente obbligatorio, nessuno ti costringe a fare la SEO subito però è un po’ come acquistare casa o affittare casa ma diciamo acquistare casa, entrarci subito a viverci e poi quando ci vivi già dentro decidere che, dopo un anno o due magari, vuoi rifare tutti gli impianti, l’elettrico, l’idraulico, vuoi rifare il bagno eccetera mentre ci vivi dentro. Insomma, è un bel disagio perché il tuo sito è già online, tu stai già vivendo nella tua casa, e vai a spaccare muri, a togliere piastrelle, insomma vai a fare dei lavori importanti a livello proprio strutturale in una casa. Se tu tutto questo l’avessi fatto prima di entrare a viverci in quella casa ti saresti sicuramente risparmiato non solo del denaro ma anche proprio la fatica di fare questi lavori mentre ci vivi all’interno di quella casa.

Tatiana: Esatto, sì sì. Mi sembra una metafora perfetta.

Ljuba: Ok allora sono salva perché di solito cerco di spiegare così l’importanza di farla subito e di non rimandare in un secondo momento. Perché mi sembra proprio che il rischio sia poi quello di… io ti posso fare il sito – dico sempre – io ti posso fare il sito più bello del mondo ma senza una strategia SEO fatta bene il sito più bello del mondo potenzialmente potrebbe non vederlo anche nessuno. Potrebbe essere messo lì, stare nel mare magnum del web, in mezzo a milioni di altri siti e non vederlo nessuno.
Quindi non importa che il sito sia bellissimo, importa che il sito venga visitato da qualcuno. Perché per quanto io posso averti fatto bene il sito non te l’ho fatto seguendo le linee guida di un consulente SEO.

Tatiana: Esatto.

Ljuba: E so per certo che ti capita spesso di lavorare in team più o meno numerosi. Quanto è importante secondo te la collaborazione con altre professioniste per la creazione di un sito web?

Tatiana: Ma secondo me appunto è fondamentale perché nessun professionista può fare un sito da solo. Cioè, sempre diffidare se un professionista crea il sito, lo ottimizza, scrive i testi…

Ljuba: Magari fa anche le foto…

Tatiana: Esatto, proprio così. Tranne per carità, proprio una persona giovane, agli inizi, allora non fa dei siti professionali, magari li fa per gli amici, si sta allenando, no? Può aver senso, quindi non vogliamo lanciare un anatema ovviamente. Però se parliamo di professionisti no.

Ljuba: E comunque, anche se si sta allenando, teoricamente si dovrebbe allenare scegliendo una direzione. Cioè o fai i siti, nel senso fai il web designer, o fai il programmatore, o fai la SEO o fai il copy, tendenzialmente. Non ti alleni a fare tutto ecco.

Tatiana: Esatto, magari proprio agli inizi uno è in fase esplorativa però non sarebbe appunto una cosa elegantissima, diciamo.
Invece appunto, se si parla di un sito professionale servono per forza tantissime figure. Quindi serve il consulente SEO, serve il web designer, serve il fotografo, serve il copywriter… quindi questo alla fine sarà il sito in sé diciamo. Poi eventualmente se invece si sta lanciando proprio la presenza online o la presenza sul mercato del professionista o dell’azienda comunque serve anche chi disegna il brand, ci pensa il brand…

Ljuba: Chi si occupa della strategia comunicativa sui social per esempio, certo.

Tatiana: Esatto. Eccetera, eccetera. Sì sì sì.

Ljuba: Il team fa la differenza perché il risultato che possiamo dare a un cliente lavorando in team è completamente diverso quello che potremmo dare lavorando da soli. Parlo per noi che facciamo siti e veniamo normalmente contattati, io vengo spessissimo contattata da clienti che mi chiedono “mi fai il sito” e si aspettano che io gli faccio il sito, finito. Cioè, basto io non serve nessun altro. Poi giustamente rimangono magari spiazzati quando la mia prima risposta normalmente è: questa è la mail di Tatiana, contattala, fatti fare un preventivo per la consulenza SEO e poi quando hai quel preventivo in mano ci risentiamo perché devi partire dalla SEO e poi tornare da me successivamente.

Tatiana: Infatti. Allora, quindi sì, in quest’ottica di collaborazione una parte importante sono anche i testi. Quindi ovviamente ci sono casi in cui i clienti scrivono i testi da soli, no? Pensiamo sia al cliente piccolo professionista che vuole scriverli da solo, ma anche a volte l’azienda, magri li fa scrivere a qualcuno del reparto marketing che però non è un copy di professione. Allora, in certi casi si può accettare, però è uno svantaggio per tutti e due. Uno per il cliente finale, perché il lavoro non viene mai bene come sarebbe venuto coinvolgendo un copy. Secondo è uno svantaggio anche per tutti noi, altri professionisti che lavoriamo al sito, perché il lavoro genera molta più frustrazione , perché appunto la qualità non è quella che vorremmo, i testi scritti da un non professionista hanno bisogno di più revisione, sono più difficili da impaginare, magari vengono consegnati con dei piccoli refusi. Non soddisfano le esigenze così come le ho pensate io… Quindi io incoraggio proprio tutti i professionisti a coinvolgere altri professionisti proprio per rendere il proprio stesso lavoro più facile, più scorrevole, più di qualità, più efficace, più efficace alla lunga. Quindi sarà un risultato migliore nel portfolio, una maggiore soddisfazione per la propria carriera, ecc ecc…

Ljuba: Tra l’altro mi viene in mente che io ho proprio da te imparato il concetto di team liquido. Tu, quando ti ho conosciuta, eri già più esperta rispetto a me che ero proprio agli inizi inizi e mi hai passato un po’ questo concetto di creare dei team liquidi, quindi molto dinamici, molto flessibili, pronti a fare staffetta come dicevamo prima, eccetera. E quindi mi è sempre piaciuto questo concetto rispetto a quando penso a “web agency”. E poi penso a team liquido e lì sì che mi scappa un sorriso, quello mi piace.

Tatiana: Poi è anche una… proprio riflettevo su questa parola perché la diciamo spesso no? In effetti non è tanto insolito, in altri ambiti, per esempio se noi pensiamo al mondo del cinema, mi viene questa analogia, nei film il team è liquido. Il regista lo mette su per quel film, poi magari, per esempio, un regista ha degli attori preferiti che tende a coinvolgere spesso, avrà dei direttori di produzione, degli scenografi, dei costumisti che ama e che tende a coinvolgere spesso ma non sono mai sempre sempre gli stessi. È impossibile trovare due film con la stessa squadra identica. Anche lì sono team liquidi, che si ricreano ogni volta per, diciamo per rendere il risultato migliore. Perché il regista magari una volta ha bisogno di quell’attore, una volta di un altro, eccetera eccetera. Una volta per una figura ne coinvolge una, una volta l’altra, quindi alla fine se ci pensiamo in altri ambiti è tanto comunque quindi il team liquido. Invece in altri casi, come il mondo delle web agency, è un servizio poco comune. Oppure i team erano comunque liquidi ma le agenzie facevano finta che fossero non liquidi, per esempio avevano un sacco di collaboratori esterni che spacciavano per personale assunto, non per personale dipendente, no?
Però invece è meglio sia valorizzare il team liquido per sé, perché secondo me è una buona formula, sia farlo anche in trasparenza.

Ljuba: Esatto. Anche perché, a mio avviso, il valore del team liquido è proprio quello del mettere insieme la squadra migliore per quel cliente. Ogni cliente è diverso dall’altro, quindi io non sono la web designer adatta a tutti i tuoi clienti, sicuramente. Perché per esempio io, non so, un sito di saldatrici non lo so se vorrei farlo, per esempio. Magari a te capita di dover fare la SEO e di dover trovare anche un web designer per un sito di saldatrici e magari ti rivolgi ad un altro collaboratore, non a me, giustamente.
A me viene in mente, per le mie clienti spesso consiglio una fotografa piuttosto che un’altra o una copy piuttosto che un’altra perché comunque ci sono degli stili.
Il copy un po’ meno, forse il copy che si adatta molto allo stile del cliente, il fotografo giustamente invece ha proprio un suo stile forte, marcato e dev’essere calzante per il cliente.
Poi magari c’è il cliente che ha bisogno di lavorare con dei professionisti rassicuranti, più tranquilli…

Tatiana: O in zona…

Ljuba: In zona, esatto. Ci sono tante esigenze. Il cliente che invece si capisce da subito che ha bisogno di persone che tengano il polso della situazione altrimenti lo si perde per strada e quindi magari un team di persone più determinate, un po’ più assertive,
insomma. Il team liquido ha anche questo valore, di essere creato proprio su misura per il cliente. Infatti possiamo dirlo senza, insomma senza sembrare falsamente modeste, che effettivamente quando creiamo team dei liquidi per le nostre clienti, insieme io e te, di solito funziona molto bene. Cioè alla fine le clienti sono entusiaste, dicono “ho conosciuto delle donne meravigliose e avete lavorato benissimo insieme, avete fatto un’ottima squadra”. Perché l’obiettivo è proprio, del team liquido, è proprio il bene del cliente, quindi il team più adatto alle sue esigenze.
Però adesso diciamo la verità: non sempre è tutto rose e fiori, cioè lavorare in team può essere bellissimo ma anche molto molto difficile. Mi racconti un’esperienza particolarmente positiva oppure particolarmente negativa che ti è accaduta lavorando in squadra?

Tatiana: Onestamente devo dire che la maggior parte delle esperienze sono veramente positive. Forse anche perché magari appunto i team liquidi io li ho costruiti negli anni quindi di solito mi trovo sempre benissimo. Poi una cosa particolare che magari alcuni talenti, per esempio alcuni copy li ho scoperti in dei team liquidi a propria volta. Magari lavoravo chiamata da un consulente aziendale su un dato progetto e poi c’era una data copy che conoscevo così, quindi ne apprezzavo la capacità di lavoro sul campo poi la coinvolgevo no? Quindi alla fine, essendosi tutto creato lentamente… insomma sono 6 anni che lavoro…

Ljuba: Nel giusto tempo.

Tatiana: Esatto, il giusto tempo, sempre un po’ guardando il lavoro delle persone prima di coinvolgere eccetera. Ma non ho mai avuto grossi problemi. Cioè le esperienze sono per la maggior parte positive perché il lavoro viene rafforzato proprio dal team, come dicevamo.
Magari se penso invece a qualcosa di negativo, diciamo in questo caso, non credo sia mai stato un team che avevo creato io. Però eventualmente un team che il cliente aveva già molte figure fisse, che non si potevano cambiare, per esempio il web designer. Cioè, spesso va bene anche il web designer del cliente però qualche volta, ecco che mi è capitato per esempio che il web designer magari del cliente fosse, vedesse un po’ il consulente SEO come un antagonista. Ecco, oppure, più che altro…

Ljuba: Qualcuno che metteva in discussione la bontà del lavoro fatto fino a quel momento magari.

Tatiana: Esatto. Allora cosa succede in questo caso? La persona magari si sente un po’ insicura, allora tende un po’ ad ostacolare le direttive, oppure mettere tensione senza avere cognizione di causa, però in questi casi diciamo manca pure il project manager all’interno del progetto. Diciamo, se il team liquido funziona, come spesso facciamo noi, non c’è un vero e proprio project manager, cioè se il progetto è piccolo non c’è oppure magari lo fa una persona stessa del team. Però questo si può fare solo se il team liquido è affiatato, se funziona bene, è provato, ecc ecc…
Se invece diciamo il team non funziona tanto bene insieme allora lì il project manager serve per forza no? Quindi il project manager in quel caso lo dovrebbe fare un po’ il cliente, si propone però magari lui non lo riesce a fare, allora il progetto poi non viene fuori tanto bene. Quindi in alcuni piccoli casi mi è capitato così, quindi io dico secondo me se vi capita di mettere insieme un team troppo eterogeneo allora a quel punto bisogna insistere per designare un project manager che venga riconosciuto da tutti.

Ljuba: Quindi secondo te, per riassumere, qual è l’ingrediente o gli ingredienti che non devono mai mancare per far funzionare bene un team?

Tatiana: Allora secondo me, dunque, innanzi tutto, i singoli componenti devono essere buoni professionisti, sicuri di sé e della loro parte del lavoro, per esempio il copy deve essere sicuro di come scrive i testi, di avere il mestiere tra le mani, non può vacillare se il cliente gli dice che i testi non gli piacciono, deve essere molto sicuro ed essere in grado di valutarseli da solo. Quindi diciamo, tutti i componenti devono avere il mestiere della loro propria parte tra le mani, poi devono essere comunque curiosi e aperti a migliorare. Per esempio, appunto, magari io come consulente SEO posso dare delle indicazioni, cioè sforo un po’ e do anche delle indicazioni su come progettare la pagina, a livello di funzionalità. Allora devo essere aperta che comunque il web designer magari mi corregga, mi dia un altro punto di vista, se altrimenti io mi chiudo e faccio muro non andiamo da nessuna parte. E poi i componenti devono essere gentili. Fammi spiegare meglio gentili. Essere, sempre assertivi ma anche disponibili, non fare critiche gratuite, essere leali eccetera. Queste cose anche sono altrettanto importanti, a volte diciamo qualche lacuna nel mestiere può essere colmata da un’attitudine positiva. Ma non viceversa.

Ljuba: Anche magari da un po’ di umiltà.

Tatiana: Esatto, esatto. Infatti a volte io non ho problemi, se alle volte il cliente ha il web designer davvero agli inizi però che ha voglia di imparare e ci mette magari delle ore in più alla fine si arriva lo stesso ad un risultato soddisfacente no? In effetti sì, è più importante quello, la capacità di mettersi in discussione, di apprendere, di andare incontro all’altro, diciamo rispetto al resto, sì.

Ljuba: Ok. Infatti quando dicevi l’importanza di essere curiosi ho tirato anche un sospiro di sollievo perché noi – e per noi intendo io e il programmatore con cui collaboro tutti i giorni, il mio programmatore come lo definisco – ti sommergiamo di domande spesso e volentieri perché siamo davvero curiosi di capire perché quel tag piuttosto che perché dobbiamo fare questo, perché è meglio il multisite rispetto a wpml… Insomma tante cose e vi sommergiamo di domande, te e il tuo team.

Tatiana: Ma è sempre utile anche perché così magari, io stessa alcune cose magari ormai le do per scontate, invece proprio una domanda mi aiuta a mettere in discussione. Magari mi chiedo “ok, ma è una comunicazione ancora valida o magari la do perché oramai sono abituata a fare così, no? Quindi è utile proprio, anche riceverle le domande.

Ljuba: Giusto, ci rimettiamo in discussione anche noi ogni volta che ci viene fatta una domanda.
Ok Tatiana, ora che finalmente abbiamo ben chiara l’importanza della SEO dicci dove possiamo trovarti in rete oppure in giro per l’Italia.

Tatiana: Ok, allora il mio sito è lascribacchina.it. Io dico il mio sito però ormai dovrei dire il nostro sito perché dall’anno scorso non sono più – a parte il team liquido che quello c’è sempre stato – però proprio ho per la prima volta un altro consulente SEO che mi affianca, è Andrea Chiga, il mio collega. E quindi nel mio, nel nostro sito ormai trovate tutti e due i profili, quindi di solito appunto i miei clienti si interfacciano quasi sempre sia con lui che con me nelle diverse fasi del lavoro. Quindi dal sito poi trovare tutto, i social, Instagram, Twitter, ecc…

Ljuba: La pagina Facebook.

Tatiana: Esatto. Giusto, sono i tre che uso di più. Nel sito trovate anche linkato il mio manuale, che è uscito da poco per Zandegù, a febbraio. Un manuale SEO che ripercorre un po’ anche delle cose che abbiamo detto, per esempio anche Ljuba e Rocco mi hanno aiutata a rivedere alcune parti… c’è proprio una parte con tutte le fasi dello sviluppo di un sito, come abbiamo detto prima. Prima l’analisi SEO, poi i testi, poi il progetto grafico, eccetera eccetera. Proprio il capitolo 7 è dedicato a questa cosa.
E poi niente, in giro per l’Italia…

Ljuba: Te l’ho chiesto perché so che ti sei dedicata per esempio all’organizzazione di un evento importantissimo sulla SEO a Firenze e spesso partecipi a eventi del genere quindi magari in futuro ci sono in vista altri eventi simili in cui potremmo incontrarti?

Tatiana: Sì, allora, senz’altro per gli eventi pubblici il prossimo che è in programma però in cui do solo una mano quindi un po’ ad organizzare la parte logistica, perché qui su Bologna è proprio l’evento di Architecta, il summit, quindi quello annuale, di questa associazione italiana di architettura delle informazioni di cui io faccio parte, che mi piace molto.

Ljuba: Sarà a Bologna?

Tatiana: Esatto, sarà a Bologna il 4 e 5 ottobre.

Ljuba: Bene, spero che questa puntata tanto densa di contenuti ed informazioni possa essere davvero utile a tutte quelle persone che desiderano chiarirsi le idee circa la SEO e la differenza tra il fai-da-te e l’intervento di una professionista esperta.
Insomma, sarà anche vero che la SEO non è visibile come le fotografie oppure il logo ma non per questo possiamo permetterci di sottovalutarla. Se non facciamo ottimizzazione SEO ci sono buone probabilità il logo nuovissimo e le foto bellissime le vedono solo i nostri amici e parenti.
Dico bene Tatiana?

Tatiana: Sì, esatto. In sintesi sì, va benissimo.

Ljuba: Ok Tatiana, Io ti ringrazio davvero tantissimo per aver partecipato a DO-NUTS, per tutte le informazioni così utili e preziose che hai condiviso con noi e ti mando un abbraccio fortissimo.

Tatiana: Grazie, grazie mille.

Ljuba: Ciao Tatiana, ciao.

Tatiana: Ciao

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Ljuba Daviè
Ljuba Daviè
Mi chiamo Ljuba e sono una freelance di Torino. Realizzo siti WordPress, offro consulenze e formazione ai piccoli business.