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  4.  | DO-NUTS episodio n.8 Intervista a Valentina Fiorenza, avvocato

Eccoci all’ottavo e ultimo episodio di DO-NUTS, il podcast con il web intorno.

Per concludere questa stagione del podcast ho scelto una puntata che, secondo me, è davvero molto preziosa e utile.
La protagonista di oggi è Valentina Fiorenza, avvocato. La sua è una professione che – purtroppo – viene raramente inclusa in un team per lo sviluppo di un sito web. Invece è importantissima, direi fondamentale.
Valentina è un’avvocatessa fuori dagli schemi. Amante del mondo digital, la sua missione è quella di proteggere le spalle alle donne che desiderano fare impresa, online e offline.

In questa puntata io e Valentina parliamo di cambio di mentalità, di riuscire a percepire l’avvocato – ma vale per ogni professionista – non come “un costo in più” ma come una risorsa. L’avvocato è infatti un professionista fondamentale per ogni impresa, che può tutelarci e tutelare i nostri clienti.
Poi ci emozioniamo parlando di rivoluzione gentile…

Clicca su play e fai partire l’episodio:

Dove possiamo trovare Valentina

Sito The Blond Lawyer
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Trascrizione Episodio 8

Ciao, benvenuta a Do-Nuts, il podcast con il web intorno.
Io sono Ljuba, sono una web designer freelance e creo siti internet per business woman di carattere.
Amo le donne che fanno squadra e credono fortissimo nei propri sogni.
Come me.
Do-Nuts ti farà andare fuori di testa, ti sorprenderà, ti guiderà, ti parlerà di una presenza online chiara, onesta, emozionante.
Do-Nuts ospita professioniste pazzesche che hanno qualcosa in comune con il web.
Dalla SEO al copywriting, dalla traduzione alla programmazione, dalla fotografia alla grafica, un podcast spiegato semplice per chi sogna una comunicazione che spacca.
In questa puntata conoscerai Valentina Fiorenza.

Ljuba: Ciao Valentina e grazie per aver accettato di partecipare al mio podcast,

Valentina: Ciao Ljuba, ciao a tutti e grazie mille per l’invito.

Ljuba: So che lo dico ogni volta ma la puntata di DO-NUTS di oggi secondo me è di particolare interesse e andrebbe ascoltata con molta, molta attenzione perché Valentina è una professionista che purtroppo – e sottolineo purtroppo – raramente, almeno secondo la mia esperienza, viene inclusa in un team per la creazione di un sito web. Mentre la sua professionalità è importantissima, oserei dire fondamentale. Ma non voglio anticipare troppo e preferisco lasciare subito la parola alla spumeggiante Valentina.
Vale, chi sei e cosa fai nella vita?

Valentina: Allora, mi chiamo Valentina, ho 36 anni e sono un’amante del digitale. Sostanzialmente io ero lì quando nascevano le prime connessione a 56K, quando c’erano le prime ADSL e ho visto la rete nascere, crescere ed evolversi come luogo prima d’incontro e poi successivamente di commercio. A parità di questa mia insomma amore, questa mia predisposizione per il digitale, è cresciuta ovviamente la mia esperienza, i miei studi prima di giurisprudenza, successivamente con l’abilitazione alla professione forense, e da lì mi sono resa conto effettivamente che potevo coniugare le mie due passioni: il diritto e il mondo del digitale applicando a quest’ultimo le competenze acquisite durante i miei studi.

Ljuba: Quindi sei un avvocato Valentina. Oppure, dimmi tu come preferisci… L’argomento è abbastanza all’ordine del giorno: avvocatessa?

Valentina: Allora, confesso che per me avvocato o avvocatessa. avvocata sono assolutamente determini fungibili, quindi insomma mi giro come, in qualsiasi modo mi si chiami. Io credo che un professionista sostanzialmente non debba sentire la scriminante o perlomeno per quel che mi riguarda non sento la scriminante del sesso, della professione. Siamo nel professionismo, diciamo non c’è sesso. È un po’ come andare da un ginecologo uomo. Cioè lì non è un uomo, è un dottore. Quindi io credo che essendo avvocato, avvocato, avvocata o avvocatessa poco importa.

Ljuba: Benissimo, capiamo subito, fin da adesso che però sei un avvocato un po’ particolare Valentina. Sentiamo che non sei il classico avvocato ingessato che parla il legalese. Insomma, sei molto alla mano e simpatica quindi un avvocato particolare, diciamolo

Valentina: Sì, diciamo che confesso che io sono sempre stata una persona sui generis. Credo che l’abbiano capito già al mio tema di quinta elementare quando proprio a questo tema degli esami io scrissi che da grande avrei continuato a giocare a basket anche a 60, 70 anni – all’epoca avere 60 anni insomma mi sembrava che la gente fosse decrepita a 60 anni – quindi avrei continuato a giocare a basket, avrei fatto il giro del mondo e avrei avuto un’azienda con filiali in tutto il mondo. Ecco diciamo il basket l’ho mollato tanti anni fa, sul giro del mondo ci sto lavorando, l’azienda no, mi occupo di quelle degli altri.
Io penso che il diritto sia assolutamente da riportare nelle strade, sostanzialmente. Laddove è nato. Perché il, diritto non nasce, non cresce, non si sviluppa nelle torri d’avorio in cui siamo abituati a vederlo, no? Noi siamo qui e li su, su quella piccola montagna tipo Sette anni in Tibet, c’è il diritto. No, il diritto è qualcosa che ci riguarda tutti e dico sempre che noi concludiamo contratti tutti i giorni e in qualsiasi momento perché anche se andiamo a comprare la gomma da masticare da 10 centesimi al tabacchi, noi lì stiamo concludendo un contratto. E se un contratto noi lo concludiamo in cose così piccole e, diciamo, in vari ambiti della nostra vita perché non dovremmo concluderli durante la nostra attività lavorativa? E quindi insomma io cerco di spiegare che il diritto è bello, che il diritto fa parte della nostra vita.

Ljuba: Mi piace moltissimo questo tuo approccio anche perché come sai io ho fatto dello spiegato semplice e parlato semplice un po’ il mio mantra insomma, quindi non posso che essere d’accordo con quello che hai appena detto.

Valentina: Ma sì, anche perché io lavoro con il diritto, io sono, mi piace dire un’artigiana del diritto. Nel senso che se io scrivo un contratto per un mio cliente, se io scrivo una privacy policy per un mio clienti, io voglio che il mio cliente le utilizzi nella sua attività. Non deve essere dei documenti che quasi ha paura a toccare, che “oddio aspetta, ho documento”. Il documento! Tipo il manualone. No, no, no. Sono strumenti di lavoro che devono essere toccati, modificati e assolutamente plasmati sulla persona. Quindi il diritto bisogna toccarlo e viverlo.

Ljuba: Beh non lo nego, la parola avvocato così come notaio o dentista fa paura. Quando si nomina avvocato, quando io alle mie clienti faccio presente che è molto molto importante che si rivolgano anche ad un avvocato per mettere a norma il loro sito, le vedo sempre spaventarsi, sgranare gli occhi – su Skype ovviamente – le vedo che sgranano gli occhi e la prima domanda è “Oh mio Dio, ma serve veramente un avvocato? Perché, quanto mi costerà un avvocato?”. Cioè, la parola avvocato fa proprio paura effettivamente e forse, come dicevi tu, bisogna proprio un po’ riportarla fra gli umani e togliere quest’aura che i tuoi colleghi, prima di te probabilmente, si sono un po’ dipinti addosso, costruiti, e hanno fatto sì che questa professione venga vista come qualcosa di molto staccato da noi poveri esseri umani del popolo, noi esseri normali. E poi c’è questa casta degli avvocati, dei notai, dei commercialisti forse, insomma, queste professioni inavvicinabili. In realtà non siete affatto inavvicinabili o almeno non tutti, perché lo stiamo vedendo con te.

Valentina: Allora, io dico sempre scherzando in parte ma dicendo la verità sostanzialmente perché la fonti ci danno questa verità, che faccio uno dei due mestieri più antichi del mondo. Diciamo non uno, l’altro. Proprio perché diciamo gli avvocati più o meno nascono con l’uomo. Nel senso che tutti e qui tutti coloro che hanno fatto il liceo classico, per chi non l’ha mai fatto io insomma ve lo dico chiaramente, ci sono delle testimonianze nel greco antico proprio di orazioni fatte da avvocati, cioè non si chiamavano ancora avvocati, ma sostanzialmente lo erano, dei soggetti che peroravano una determinata causa di una persona nei confronti dei tribuni, nei confronti dei notabili della città. Quindi effettivamente il mestiere di qualcuno che difende, che sposa le ragioni di qualcun altro, è veramente antico quanto il mondo. Purtroppo, come giustamente dici tu, negli anni questo mestiere, vuoi perché il diritto non è semplice, vuoi perché magari molti dei miei colleghi non hanno fatto la fatica di spiegare il diritto, perché confesso che quando ho cominciato ben prima di aprire il mio canale Instagram, tramite il quale ora mai diciamo molte persone mi conoscono, io ho utilizzato una pagina Facebook. E confesso, le primissime volte in cui io ho dovuto spiegare il diritto è stato molto, molto difficile. Perché poi quando assumi un registro linguistico ti rendi conto che è difficile tornare indietro. Poi però ad un certo punto mi sono detta “ma io lo devo fare capire di che cosa stiamo parlando”. È come se lo spiegassi alla nonna. E allora alla nonna lo devo spiegare facendo l’esempio con i 100 grammi di mortadella. Ecco quindi, se lo capisce la nonna lo capiranno tutti, anche coloro che sono del tutto digiuni. Proprio perché, ribadisco, è vero che la parola avvocato, notaio, dentista, commercialista fa paura ma perché? Perché dietro questa parola sì cela sostanzialmente una personalità avulsa dalla realtà. Appunto vediamo questi professionisti arroccati nelle loro torri d’avorio, come dicevo prima, che quasi non danno, permettimi le virgolette, confidenza al loro cliente e non gli spiegano le cose. Purtroppo questo mi viene detto spesso. Alle volte io ricevo delle persone, gli spiego appunto tutto, in qualsiasi ambito non solo web, ma lo spiego in maniera veramente semplice, mi dicono “Avvocato grazie perché ci ha spiegato tutto”. Ma ci mancherebbe, è giusto, è il mio compito spiegare che cosa sto facendo per quella persona. Cioè secondo me è la base della mia prestazione professionale, cioè tu mi dici il tuo problema, io ti spiego come possiamo risolverlo e poi lo faccio.

Ljuba: Bene, visto che mi hai dato tu proprio lo spunto ti faccio una domanda a questo punto Vale. Se tu dovessi spiegarlo proprio a tua mamma o addirittura pensiamo proprio a tua nonna il fatto che tu per professione oltre a fare l’avvocato – l’avvocato tutti sappiamo che cos’è ma tu ti occupi nello specifico del web quindi ti occupi di privacy, di cookie, di GDPR che è diventato molto alla moda…

Valentina: Tormentone.

Ljuba: Esatto, un bel tormentone. Come lo spiegheresti in parole proprio semplici alla nonna?

Valentina: Allora, alla nonna io direi “cara nonna, io realizzo dei documenti affinché questi siti internet che sono sostanzialmente delle botteghe virtuali delle persone, realizzo i documento affinché queste botteghe siano in regola con la legge. Perché noi ci dobbiamo mettere in testa – e questa è una cosa che io non mi stancherò mai di dire – che il web non è il far-west. Il web è un posto che noi che oggi stiamo creando questa piazza virtuale, perché c’è da dire che oggi la si crea con più consapevolezza rispetto anni scorsi, oggi vedo un sacco di donne, un sacco di professioniste che si rimettono in gioco tramite il web e il web è stupendo per questo perché il web dà delle opportunità che altrove purtroppo noi abbiamo, il web ci fa bypassare tutti quegli schemi, tutti quei filtri che tutti purtroppo ben conosciamo. Sul web siamo, potremmo dire, tutti partiamo da zero e se siamo bravi meritocraticamente andiamo avanti, se non siamo bravi, se non abbiamo trovato la nostra voce, non abbiamo trovato la nostra attività giusta, non andiamo avanti. Però questo vuol dire che noi oggi abbiamo questa grande responsabilità: creare delle regole e farle rispettare. Perché se noi a monte ci diamo appunto degli schemi che sono: lavorare con un contratto oppure avere un sito internet che deve essere fatto bene oppure ancora siccome è sul web non è gratis, è solo dematerializzato ma si paga… Se noi riusciamo a completare una normazione di questa piazza virtuale ma lo dobbiamo fare dal basso. E come dico sempre io amo le rivoluzioni gentili, un passo alla volta tutti insieme, allora vedremo che fra 10 anni avremo fatto un ottimo lavoro e lavorare sul web o lavorare fisicamente non cambierà assolutamente e saranno equiparabili le due cose.

Ljuba: Secondo me dopo questa spiegazione la nonna farebbe un grandissimo applauso, perché è meraviglioso. Poi davvero su rivoluzioni gentili ho avuto un piccolo brivido. Quindi davvero, fossi la nonna sarai orgogliosissima di te.

Valentina: Grazie. Io credo proprio che le rivoluzioni vadano fatte con la gentilezza. Perché se noi, e ne abbiamo la visione tutti i giorni sulle nostre pagine Facebook, su Twitter vediamo che si riversa un odio, una la rabbia… è così, rabbia su rabbia, occhio per occhio il mondo diventa cieco, quindi noi con gentilezza ma fermezza, un passo alla volta, possiamo creare qualcosa di estremamente bello.

Ljuba: Fantastico, grazie per questo spunto di riflessione Valentina.
Bene Vale, ora o fingiamo che io sia una potenziale cliente che desidera un sito web. Perché dovrei aver bisogno anche di un avvocato? Non mi basta pagare un informatico che mi faccia il sito? In fondo nessuna tra le mie colleghe che si è fatta fare un sito ha avuto bisogno di un avvocato, al massimo per quello che ne so ha acquistato il servizio di Iubenda, altrimenti si è fatta proprio tutto da sola.

Valentina: Bene. Allora io direi innanzitutto che a questo punto se tu ti fai seguire da un avvocato avresti qualcosa di più che le tue colleghe non hanno, in primo luogo. In seconda cosa, in secondo luogo più che altro, ricollegandomi a quel che dicevo prima del fatto che il web non un far-west, probabilmente le tue colleghe non sanno che un sito internet necessita di ottemperare a degli obblighi legali che possono essere determinati dati da inserire all’interno del sito, in luoghi specifici del sito. Inoltre la tua collega probabilmente non sa che sì esistono, ci mancherebbe, dei servizi come quello di Iubenda che però io non conosco, quindi ovviamente non posso parlarne, però so anche che ognuno tratta i dati in maniera differente, che noi abbiamo una grossissima responsabilità trattando i dati delle persone. Cioè, noi tocchiamo con mano i dati sensibili di qualcuno, in base ovviamente a quello che facciamo perché la legge ci dice, cioè dico qui i dati sensibili in maniera impropria ecco, ma noi abbiamo in mano qualcosa della vita delle persone. Trattarlo con cura e gentilezza – a parte che è un obbligo legale – mi sembra che sia anche un obbligo morale.

Ljuba: Guarda, hai detto così tante cose interessanti che mi viene in mente che bisognerebbe proprio creare un podcast apposito solo per parlare degli aspetti legali legati a un sito web perché davvero sfugge, io me ne rendo conto tutti i giorni lavorandoci, che in un sito ha molteplici aspetti che devono essere gestiti da un consulente legale e che non può un web designer occuparsi della Privacy Policy, della Cookie policy… poi diciamolo Valentina: vendi on line anche solo la consulenza su Skype col pagamento con PayPal? Servono i termini e condizioni di vendita. Quindi…

Valentina: Assolutamente!

Ljuba: …sono tanti giusto gli ambiti in cui anche il sito più piccino ha bisogno di una consulenza? Perché i documenti legali insomma non sono così semplici e non sono neanche due righe e via, ecco, diciamolo, sono un aspetto importante del sito.

Valentina: Allora sì sono un aspetto importante del sito perché ripeto, innanzitutto ci sono questi obblighi derivanti dalla entrata in vigore il 25 maggio del 2018 del Regolamento Europeo 2016/679, il famoso temutissimo GDPR, il quale impone una serie di obblighi e moltissime persone non solo non conosco nonostante credano di sapere perché sono andati a scopiazzare varie informative privacy da quel sito che mi hanno detto che gliel’ha fatto un avvocato… perché ci sono queste cose! Io ne ho viste e sentite poi vado a leggere questa informativa e dico o il collega non sa che gli hanno attribuito questa scrittura oppure probabilmente magari si occupa d’altro. Ecco. Quindi ci sono tanti obblighi, tante responsabilità perché che lo crediate o no, il GDPR impone una responsabilità nei confronti di chi tratta i dati se questi dati vengono trattati male. E quando ti dice una normativa europea che se io utente ricevo un danno dal tuo errato trattamento dei dati e ti posso richiedere i danni io lo posso fare. Ovviamente nei termini, nei luoghi, nei casi ben specifici o comunque da vedere singolarmente… Però io non andrei a rischiare che poi ci sia insomma l’utente impazzito che per la classica questione di principio fa passare dei brutti quarti d’ora a qualcuno che ha preso alla leggera i suoi obblighi legali. Ma questo in tema di GDPR e Cookie Law ad esempio. Molti altri ignorano, per ignoranza appunto o volontariamente, il dettame del garante della Privacy che dice che il consenso per la newsletter deve essere separato e quindi io consiglio sempre una doppia informativa. Quindi un’informativa generale per i dati del sito e un’informativa specifica per i dati della newsletter.
Ma ancora, vendi qualsiasi cosa come dicevi tu, anche una consulenza, ma che non necessariamente sia venduta sul tuo sito, tu puoi anche avere il contatto tramite il sito e poi insomma vendere in maniera privata, via email, insomma come ti accordi con il tuo cliente, ma anche quella è una vendita quindi perché affidare al caso il lavoro?
Oggi ad esempio ho consegnato due contratti e le professioniste che erano dall’altra parte a un certo punto tipo erano stupite di quante cose ho inserito. Proprio le vedevo tipo “ma come, tutte queste cose, io non ci avevo mai pensato”. E io sto a pensare quello a cui voi non pensate perché è il mio mestiere.

Ljuba: Ti capisco. Capisco quello che dici perché adesso vabbè lo dico Valentina si è occupata proprio dei documenti legali, in particolare del mio sito di videocorsi. Quando Valentina ha preparato in particolare il Termini e condizioni di vendita sono rimasta davvero stupita di quante cose ci fossero da scrivere e quante cose bisognasse specificare, non dare per scontate, per tutelare il cliente ma soprattutto anche per tutelare me stessa. Davvero specificare tutto nel dettaglio anche cose che possono sembrare banali, scontate. Perché poi in realtà se si va ad uno scontro, scontate non sono credo.

Valentina: Io infatti dico sempre la legge che cosa ci dice semplicemente? Che il contratto è un accordo tra due o più parti volto a far nascere, modificare o estinguere rapporti giuridico-patrimoniali. In genere non ci dice, poniamo il contratto di vendita per delle prestazioni generali insomma che facciamo su internet, non ci dice che deve avere una forma, cioè noi potremmo anche farlo con una stretta di mano, ci potrebbe anche bastare trascriverlo sulla carta igienica… ecco diciamo alla legge non importa questo. Il problema qual è? Che finché va tutto bene e abbiamo a che fare con persone perbene o che comunque hanno un rapporto comunicativo fluido con noi va tutto bene, noi non abbiamo bisogno di nulla, però poi ci sono delle persone con cui o non abbiamo una comunicazione fluida o che vogliono fare i furbi, ecco diciamo la verità, purtroppo nel cliente furbetto ci siamo incappati un po’ tutti. Il problema nasce e avere un contratto alle spalle è un baluardo, è uno scudo perché ti dici “ok, un attimo, lui mi sta chiedendo questo, panico, ma io che cosa ho previsto nel contratto? A no, lui ha firmato che questa cosa non me la può chiedere”. Allora ci facciamo forti perché abbiamo questo documento che lui stesso ha firmato che ci dice che quello che ci sta chiedendo noi non lo possiamo fare. Ed è una grandissima cosa.

Ljuba: Confermo, e confermo purtroppo per esperienza. Sia sempre lodato un contratto fatto bene che ti risparmierà grossi guai. Magari non mesi e mesi di rotture di scatole e di carteggi con l’avvocato, ma sicuramente ti risparmierà alcuni guai. Questo lo posso confermare davvero.

Valentina: A questo proposito io ti posso confermare che io lavoro con gli imprenditori, piccoli, grandi, medi, ma lavoro con gente che non ha tempo da perdere con me a fare incontri, incontri, chiacchiere ecc… io amo non far perdere tempo al mio cliente, predisporre il contratto, il documento, e poi lasciarlo lavorare. Cioè a me piace ovviamente spiegare al mio cliente cosa gli sto dando in mano perché io ho questa… non so se è una brutta una buona abitudine ma dopo che redigo tutta la documentazione del sito del mio cliente io prendo un appuntamento con lui e leggiamo documento per documento. Se il cliente non capisce che cosa vuol dire una determinata cosa io gliela spiego e gli faccio un esempio quindi il cliente sa che cosa ha in mano ma a parte questo io non lo devo disturbare, perché qui dobbiamo fatturare quindi è inutile stare lì a chiacchierare, cianciare, perdere tempo. No. Il mio lavoro consiste nel farti lavorare meglio, non essere un inciampo nella tua attività. Giammai. Giammai.

Ljuba: Fantastica Valentina che dice “qui dobbiamo fatturare” e vi assicuro Valentina non si trova Milano, non è milanese, forse l’avete intuito, non è milanese. Ma qui dobbiamo fatturare, soldi, din din din.

Valentina: Ma assolutamente, ed è questo il bello, perché il web io lo adoro, proprio lo adoro il web perché ti permette di abbattere tutte le barriere logistiche, geografiche, ma anche culturali, anche culturali. Quindi e soprattutto consente di abbattere gli stereotipi, io come sicuramente si sentirà del mio accento limpido come dice Ljuba non vengo da Milano ma vengo da Catania e a dispetto di quanto tanti purtroppo possano pensare delle persone che sono a sud io come tanti abbiamo tanta voglia di lavorare, tanta voglia di metterci in gioco e il web ci permette di fare questo quindi sì, tutti dobbiamo fatturare.

Ljuba: Benissimo. Sempre proseguendo un secondo nel piccolo gioco di ruolo in cui io fingevo di essere una potenziale cliente quindi ti chiedo: ma anche se io ho solo un piccolo blog con un form di contatto e i commenti aperti al blog devo adeguarmi al GDPR?

Valentina: Allora sì, il garante per la privacy ci dice, il GDPR stesso ci dice, che chiunque faccia un trattamento di dati che non è occasionale, soprattutto che non sia a livello strettamente privato, ma anche lì dobbiamo capire che cosa vuol dire strettamente privato… Io faccio sempre questo esempio: io ai tempi dell’università quando diciamo c’era la moda dei blog di Splinder, non so insomma questi si ricordano questi blog di Splinder…

Ljuba: Eccome!

Valentina: Esatto. Avevo questo, siccome ho sempre amato scrivere oltre che chiacchierare ma insomma se faccio questo mestiere è necessario che io ami chiacchierare, praticamente avevo questo blog in cui narravo le mie avventure/disavventure amorose e universitarie. Ora quello era semplicemente un diario di bordo, diciamo un’evoluzione digitale del diario segreto, che chiaramente segreto non era, però ecco diciamo la funzione era un po’ quella di sfogo. Lì io non avevo interesse a trattare alcun tipo di dato perché li trattavo a livello privato nel senso è un blog, fine, punto. Non tratto i dati di nessuno, non mando newsletter, non ricontatto nessuno, eccetera… Quando invece noi trattiamo una certa mole di dati che comunque possono essere 100, 10, 20 contatti, quel che sono, e non li trattiamo in maniera occasionale, sì ci dobbiamo adeguare.

Ljuba: Perfetto, quindi ripetiamolo, non è mai troppo. Anche il piccolo sito, anche se hai una piccola attività, anche se hai solo il form di iscrizione alla newsletter e il form di contatto per scriverti e chiederti il preventivo, non fai vendita online, nient’altro… Comunque ti devi mettere a norma, perché hai un’attività. A meno che tu non abbia semplicemente un blog dove pubblichi non lo so le foto dei tuoi gattini oppure le tue ricette in cucina ma non monetizzi.

Valentina: Assolutamente, perché anche il garante stesso ci dice che anche se tu hai appunto, io pubblico le ricette di cucina sul blog. Ok? Io ho tutte le intolleranze alimentari più una, quindi siccome sono caritatevole nei confronti degli altri poveri intolleranti perché ricette decenti ce n’è poco e niente, e questa è la sacrosanta verità, mi scusino i foodblogger, però ragazzi cioè obiettivamente mangiamo cartone sostanzialmente, ecco dico a parte questo quindi io pubblico le mie fantastiche ricette perché sono una provetta cuoca per intolleranti. Ma se io ho le pubblicità, anche che non monetizzo con quel blog, ma se io ho le pubblicità e quindi qualcosa da quell’annuncio pubblicitario lo prendo, quanto ci posso fare? Due euro? Tre euro? Boh, cento euro l’anno? Lì tratto dati e ci monetizzo quindi signori miei ci dobbiamo adeguare.
E a maggior ragione, mi ricollego a ciò che dicevi tu del piccolo sito con semplice form contatti e iscrizione alla newsletter, lì io farei un preventivo per Informativa Privacy, Cookie Law e Privacy Newsletter. E ti dirò di più, c’è un piccolo simpaticissimo altro elemento che tutti un po’ mettono da parte che è il Registro dei Trattamenti. Il Registro dei trattamenti praticamente è un registro elettronico, che non deve essere presente sul sito ma deve essere tenuto dall’imprenditore o comunque da colui che tratta i dati, a disposizione dell’eventuale controllo dell’autorità, perché ricordiamoci sempre che con il GDPR o comunque all’interno del controllo del fattore privacy esiste un nucleo speciale della Guardia di Finanzia che dai loro simpatici uffici controllano i siti. E signori, li controllano, c’è poco da fare. Quindi se arriva un controllo noi dobbiamo esporre questa documentazione e in questo registro che cosa viene scritto? Viene scritto come noi trattiamo i dati, che tipi di dati trattatiamo, come li conserviamo… Insomma tutto quello che può mostrare all’autorità sia la nostra buona volontà e la nostra uniformità, il fatto che ci siamo uniformati al GDPR perché è da lì che vedono come noi trattiamo i dati .

Ljuba: Quindi scusami Vale, non è sufficiente Privacy Policy, Cookie Policy, Privacy Policy dedicata alla newsletter, Termini e condizioni di vendita… ma non pubblicato sul sito ma sul mio computer – in locale sostanzialmente – devo avere ancora un altro documento che spiega come tratto i dati.

Valentina: Esatto, assolutamente sì. Assolutamente sì.

Ljuba: Vabbè, l’hanno fatta semplice insomma.

Valentina: Assolutamente. Assolutamente, l’hanno fatta semplice. Però sai, da un lato io credo che noi tendiamo sempre ad avere quest’occhio truce nei confronti del legislatore, qualsiasi esso sia, ora innanzitutto dovremmo avere lo sguardo truce nei confronti del legislatore comunitario, quindi cioè non ce la prendiamo con nostro, “Piove, governo ladro”. Ecco, non ce la prendiamo questa volta col governo nostro ma un po’ con le istituzioni comunitarie. Però da un lato io dico noi siamo quei cittadini che amiamo, perché ci piace, lamentarci di tutto quello che ci avviene attorno, quindi ci lamentiamo che delle telefonate alle 3 del pomeriggio quando magari stiamo schiacciando quei cinque minuti di riposino pomeridiano, o alle 9, quando insomma non ci vogliamo guardare neanche in faccia allo specchio e il massimo è aprire una scatoletta di tonno, trangugiarla e svenire a letto, poi ci chiama l’operatore della tale compagnia telefonica, l’operatore della tale agenzia che ci vuole vendere questo e quello. Noi ci lamentiamo, noi diciamo che veniamo tartassati da costoro però al contempo ci lamentiamo del fatto che il legislatore europeo abbia messo degli obblighi nei confronti di tutti. Ora, è vero che io sono dell’idea che poi si adegua il piccolo e il grande trova sempre un escamotage, però è anche vero che con la legge noi abbiamo il potere, con la legge io ho un diritto e quando mi viene dato un diritto io posso scegliere di esercitarlo. E se scelgo di esercitarlo e quindi la tale persona non può trattare i miei dati oltre quello che gli ho concesso o non li può trattare perché io non gli ho dato il consenso, quella persona non potrà farlo e ha commesso un illecito. Quindi tutto questo baraccone, perché poi noi amiamo chiamare questi baracconi amministrativi e diciamo che il legislatore ci mette tra i piedi tutte queste pietre rotolanti affinché la nostra impresa non brilli mai e non conquisteremo mai le vette delle scalate in borsa… Però poi signori miei mettiamoci dall’altro lato: un obbligo ha anche un’altra faccia della medaglia, che è il diritto. Quindi noi, è vero che siamo imprenditori ma è vero anche che saremo anche consumatori. Quindi da un lato trattiamo con gentilezza i dati degli altri e siamo fermi nel fatto che gli altri debbano rispettare la trattazione dei nostri dati. Quindi, facciamo il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo.

Ljuba: Benissimo. Secondo me questo è proprio un… metterei quasi un punto e lascerei un po’ di silenzio dopo questo intervento e prima di passare alla prossima domanda perché davvero c’è molto, molto, molto da riflettere. Perché hai ragione, siamo bravi a lamentarci però probabilmente dovremmo anche vedere il rovescio della medaglia e quindi l’aspetto che ci tutela di tutto questo.

Valentina: Ma è anche un po’ quello che accade con i contratti. Molti dicono che, al cliente… cioè proprio si percepisce questa difficoltà nel convincere il cliente a firmare il contratto. Molte mi dicono no ma quante pagine sono? Ma glielo devo fare firmare per forza? Ma non è meglio che glielo mando col preventivo? Cioè attimi di panico, quando in realtà se si conosce lo strumento, cioè cliente, io ti sto dicendo questo a tutela tua e mia. Cioè io dico “Eh guarda che schifo in quel e-commerce ho comprato la maschera per gli occhi però era una ciofeca e non l’ho ricevuto magari fallato oppure l’ho ricevuto con tempi troppo lunghi oppure il servizio clienti non mi è piaciuto. Ecco. E allora cosa fai? Ti vai ad appellare alla condizioni di contratto e quando vedi che non sono fatte bene, che i diritti sono pasticciati eccetera, tu ti trovi spiazzato e dici “Ma scusami, un professionista lavora così per gli altri? E per noi?”. Io dico sempre quello che vediamo negli altri che non ci piace non facciamolo anche noi, cerchiamo di essere veramente il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo. Se noi ci lamentiamo tanto dello Stato, vogliamo essere dei cittadini buoni per lo Stato? Bene, e allora cominciamo a fare il nostro e poi compiutamente ci potremmo lamentare di quelli che non lo fanno.

Ljuba: Sono molto curiosa Vale, considerata la tua professione ti capita spesso di lavorare in team più o meno numerosi? O meglio, quanto spesso i miei colleghi o le web agency coinvolgono un avvocato nel team di creazione di un sito?

Valentina: Questa è una domanda potremmo dire da un milione di dollari perché mi capita molto poco spesso di lavorare in team con le web agency perché purtroppo, e spesso anche dagli stessi web designer, non c’è questa cultura del diritto. Purtroppo non c’è spesso l’idea di lavorare in team o comunque magari il team dei tipici digitalisti cioè appunto magari il copy, la SEO o il SEO, non so se si deve dire maschile o femminile. Però ecco, l’avvocato ancora è un concetto, è una professione che si percepisce estremamente lontana da questo mondo. Cioè l’avvocato nella mente nella maggior parte delle persone è legato alla causa, è legato al tribunale. No, non è così. L’avvocato può essere, deve essere, un consulente per la vostra azienda e vi può aiutare veramente a mettere a norma il vostro sito ma soprattutto più che le persone appunto l’utente che magari appunto si affida ad un’agenzia giustamente ad una insomma ad un web designer per la realizzazione di un sito, deve essere appunto quest’ultimo, il professionista dei siti internet a un attimino rendersi conto che ha bisogno di più professionalità per poter creare un prodotto di ottima fascia. Al momento, se devo dire, come web designer insomma collaboro solo con te e con un’altra ragazza.

Ljuba: È un vero peccato perché se mi aspettavo magari la risposta che appunto con i piccoli web designer, piccoli intendo proprio come me semplici freelance, fosse abbastanza magari poco diffuso coinvolgere l’avvocato nel team, mi aspettavo che almeno le web agency, le agenzie di comunicazione, insomma, quelle che si fregiano di essere giovani, dinamici ed avere un team di esperti, leader del settore, con un team di esperti al tuo servizio, davvero a parte gli scherzi davo per scontato che avessero sempre nel team almeno un consulente legale.

Valentina: Allora, io per la mia esperienza, per le volte che mi sono proposta diciamo nella mia città, quello che mi è stato detto è che “no, ce l’abbiamo già l’avvocato” ma in realtà non ho mai capito se questi avvocati esistono davvero o sono creature mitologiche tipo gli unicorni. Cioè, nel senso, lo dicono per non avermi tra le scatole pensando non so che gli vampirizzi l’agenzia o effettivamente ci sono questi colleghi. Ammetto poi che al netto poi dei fatti, quando andiamo a, come ti dicevo mi piacciono le cose pratiche, per cui quando andiamo a dire “Ok ma tu te ne occupi di scrivere queste cose?” tra colleghi “Ma perché? Che cos’è?”. Cioè diciamo siccome il “cos’è” tipo il nipote quello là della Famiglia Addams, il figlio di… di… aspetta di chi è… di Cugino It. Cos’è è il figlio di Cugino It. E così come poi ad un certo punto ti trovi tra i colleghi – e sicuramente ce ne saranno colleghi che si occupano di questo – però diciamo tutta questa diffusione non c’è e reputo che per la mia piccola esperienza che molte web agency prendano molto sottogamba questa cosa. Oppure ancora peggio, ancora peggio, siano loro stessi che in qualche modo, non so come, non so perché, predispongano questa Informativa. Ovviamente ignorando poi tutti i dettami, perché è chiaro poi che se tu fai siti sai fare siti. Se io faccio i documenti legali per un sito so per filo e per segno che cosa ci vuole, quindi sicuramente non parleranno mai di informativa newsletter, non parleranno mai Registro dei trattamenti. quindi boh, che valore ha quel lavoro? Non lo so, sinceramente.

Ljuba: Eh no, mi viene da pensare che potrebbe essere che coloro che ti hanno risposto “No, no, noi ce l’abbiamo già un avvocato” fossero quelle realtà che effettivamente hanno un avvocato di riferimento ma è, come dire, l’avvocato di riferimento a cui si passano le piccole rogne che possono riguardare l’attività stessa, ma non per questo ha una competenza in ambito web e quindi fa le Privacy Policy e le Cookie Policy per i loro clienti. Però confesso che anche a me è capitato di proporre a delle persone la tua consulenza, o comunque la consulenza di un avvocato specializzato nel web e tendenzialmente la prima risposta è “Ma io comunque ho un avvocato di riferimento in famiglia che ci ha seguito per alcune pratiche”, magari legate non lo so a una successione, qualcosa, e quindi perché non va bene anche per il mio sito internet? Quindi bisogna proprio un po’ diffondere questa cultura…

Valentina: Bisogna fare cultura, bisogna fare cultura perché il problema è quello, il problema è “ma a me cosa mi serve l’avvocato per il sito?”. Cioè, non si riesce a fare il collegamento tra il sito internet, come dicevamo prima, non c’è questo collegamento tra il sito internet e la posizione legale quando in realtà, ripeto, se la tua attività si svolge sul web, hai bisogno quantomeno anche che dici “sai non voglio il consulente legale” che poi devo dire molte persone ne hanno bisogno… Infatti anche a volte mi viene chiesto di predisporre dei pacchetti consulenza in cui appunto hai un certo monte ore da utilizzare in un certo periodo, e ci sentiamo, ci siamo sentite per 10 minuti? Benissimo, meno 10 minuti. Ecco. Quindi dico, a parte che quella è anche una cosa utile ma lasciamo stare, cioè quella dipende dai dubbi che puoi avere all’interno della tua azienda. Ma hai un sito. Hai degli obblighi legali e li devi rispettare. E poi arrivano magari le sanzioni su segnalazione, perché ricordatevi sempre che le segnalazioni… sì, è possibile che facciano, vengano fatti dei controlli a campione, ma i vostri più attenti segnalatori sono i vostri concorrenti. Perché se il concorrente, il vostro concorrente dice ma insomma io ho speso soldi, denaro, tempo per uniformarmi ai dettami della legge, perché tu non ti devi uniformare? Ebbene ti segnalo. È successo.

Ljuba: Wow. Mi viene da pensare che effettivamente ci sia proprio bisogno di diffondere questa cultura dell’avvocato nel mondo del web, perché se per tutte le aziende è naturale avere un avvocato, così come avere un commercialista di riferimento. Ma chiunque apra una partita IVA, mi auguro, spero, non apre… nessuno apre un’attività senza la consulenza di un commercialista, allo stesso modo speriamo di essere – anche con questo podcast – un piccolo aiuto per far passare questo messaggio, che allo stesso modo serve la consulenza legale, non è un optional, non è un di più.

Valentina: Eh sì, devo dire secondo me, tante volte perché poi c’è quel momento in cui “ma io questa cosa la posso fare?”. Cioè l’idea pazzesca no? Fico, facciamo questo, allora facciamo questo, questo e quest’altro allora poi ad un certo punto dici “ma io questa cosa la posso fare?”. Ora, certe persone si pongono Il problema e quando non se lo pongono può andare bene, ma può andare male.

Ljuba: Ci dicevi prima che purtroppo non capita così spesso che è un avvocato venga coinvolto in un team per la creazione di un sito, hai però qualche esperienza particolarmente positiva o particolarmente negativa – ma mi auguro di no – da raccontarci in merito? Un qualche piccolo anche piccolissimo team che ti ha dato soddisfazione?

Valentina: Allora, non per piaggeria ma ovviamente lavorare con te per me è estremamente soddisfacente perché insomma lavoro con delle professioniste, il cliente si fa guidare e quindi non siamo lì a sbattere contro a un muro e c’è una completa assoluta sinergia tra coloro che lavorano ad un unico progetto per creare il meglio per quel cliente, quindi assolutamente esperienza iper positiva.

Ljuba: Ottimo. Quello che dici mi fa molto piacere non solo perché dici che sia capitato, sia capitato con me, ma perché hai proprio parlato di sinergia, di bene per il cliente, che è proprio quello che io intendo per lavorare in team. Lavorare in team per dare di più al cliente, non solo per farlo spendere di più. L’avvocato non è solo un costo, l’avvocato è un servizio fondamentale per dare una maggiore tutela al cliente prima di mandarlo prima di mandarlo online e mandarlo online nel modo migliore possibile.

Valentina: Q uello che io penso sempre è che ci dobbiamo rendere conto che chi fa impresa non è il ragazzetto, nel senso ok io sono una persona, sono una adorabile bionda che ama la cosmesi, truccarsi ecc… tutte quelle cosine da femmina, e sto vorgolettando. E quindi magari vado in profumeria mi prendo il rossetto tizio, il rossetto caio, ecc… ebbene io posso decidere di non comprare il 75° rossetto rosso. O il 18° mascara. Perché non mi servono. Non ne ho bisogno. Ma se io al contrario, andiamo al contrario, sono una beauty blogger, se io sono una beaty blogger, quello, il 75° rossetto rosso e il 18° mascara non saranno un costo. Saranno un’opportunità. Saranno una risorsa. È questo che deve passare, i professionisti che aiutano te nella crescita della tua impresa non sono costi, sono risorse. Ed è quello che tu hai di diverso dal tuo concorrente. Perché se il tuo concorrente si fa il sito da solo, si scrive i testi da solo, si fa la SEO da solo o le sponsorizzate da solo… per tutta una questione che va dal budget a “io soldi agli altri non gliene do perché sono tutti delle fuffe”, ecco, che risultato avremo? Certamente non un risultato professionale. Magari partendo da zero chiaramente avrà anche una vendita, due vendite, wow sarà un risultato strabiliante. Ma quel risultato che potrebbe essere strabiliante per un neofita, per una persona che non fa quel mestiere, non può essere il risultato voluto da uno che vuole fare impresa seriamente. Quindi, io nell’impresa cosa devo calcolare? Devo calcolare le mie risorse. Quindi, cominciamo a vedere i professionisti come una marcia in più per la mia azienda, piuttosto che come una zavorra. Poi è chiaro, bisogna sempre fare i conti col budget e allora questo è un altro paio di maniche, però ecco, io sono per il cambio di mentalità da “un problema”, quindi il professionista è un problema, i, copywriter è un problema, l’avvocato è un problema, a “il copywriter è una risorsa perché io un testo come lo scrive il copy non lo so scrivere. Cioè anche che sono la persona più letterata del mondo, ma il copy da un’impronta magari commerciale o comunque, ti usa quelle parole, quella sintattica e tutto quello che serve per ingenerare nel tuo potenziale cliente la voglia di leggere ancora e probabilmente chiamarti. Idem io, ti tutelo. Cioè con quello che io ti scrivo ti proteggo, ti guardo le spalle . Io dico sempre, mi piace dire una volta in un post che è tutt’oggi visibile sul mio canale Instagram, è il post del primo maggio io concludo, insomma parlo un po’ di lavoratori e concludo con una frase che veramente è molto mia e credo che sia un po’ alla base anche di quello che faccio. Io in quel post dico che io amo vedere delle donne che riescono a fare qualcosa che tutti dicevano non sarebbero mai riuscite a fare e quindi io sono onorata di vedere delle donne che cambiano piano piano dal basso il mondo e che io sono quella che vi guarda le spalle quindi, quindi voi andate avanti sicure perché a proteggere le vostre spalle ci sono io.

Ljuba: Che bello questo concetto Vale. Mi verrebbe da dire a questo punto che forse il modo migliore per far capire l’importanza del team ai nostri clienti sia proprio dimostrargli la forza stessa del team, quanto un team possa fare la differenza.
Posso chiederti secondo te qual è l’ingrediente o gli ingredienti fondamentali che non devono mancare in un team che realmente funziona? Perché mica tutti team funzionano bene.

Valentina: Sai cos’è che non deve mancare? Alcune cose che sono di base e che non vanno necessariamente intese come professionalità ma secondo me ci sono delle doti umane. Non deve mai mancare la compassione, non deve mai mancare la gentilezza, non deve mai mancare il pensiero di mettere per un giorno le scarpe degli altri. Ecco, se c’è questo, se c’è fiducia, allora un team affronta tutto. Se questo manca, se queste doti umane, se questa empatia manca, allora il team non può funzionare. Ma se c’è fiducia, empatia, compassione… che con compassione, a me piace tanto l’etimologia di questa parola che viene dal latino cum pathos cioè sentire insieme, io sento quello che tu stai provando ed è una cosa meravigliosa. Quindi se noi riusciamo a fare questo allora possiamo veramente mettere il nostro cliente al centro di un piccolo esercito gentile e fargli sbaragliare tutto.

Ljuba: Mi permetto di darmi un attimo una piccola pacca sulla spalla perché sono veramente contenta di aver pensato di fare questo podcast e lo sono ogni volta di più ad ogni intervista che faccio perché dite e raccontate delle cose che sono secondo me proprio perle preziosissime e quindi l’insieme di queste interviste secondo me darà veramente un risultato fantastico. Mi permetto di autocelebrarmi un attimo ma non perché io abbia fatto qualcosa di così speciale, ma perché le cose che voi dite sono completamente diverse da una professionista all’altra, come è giusto che sia, rappresentano la vostra professionalità, la vostra personalità, ma alla fine si completano l’una con l’altra e vengono fuori dei quadri secondo me veramente favolosi.
Tu hai parlato di compassione, gentilezza, fiducia… niente andrei avanti veramente per ore a parlare di queste cose perché questi sono argomenti che mi stanno molto, molto a cuore però a questo punto dobbiamo iniziare a stringere e quindi ti chiederei Valentina dove possiamo trovare in rete, dove possiamo sentirti parlare e raccontare tutte queste importantissime informazioni?

Valentina: Allora, mi trovate su canale Instagram The Blond Lawyer in cui tutti i giorni faccio un post di argomento che credo possa interessare ai miei ascoltatori, ai miei lettori e poi come avrete capito io amo, io adoro visceralmente chiacchierare, mi sono detta ok, il diritto è complesso quindi come faccio a comunicarlo? Beh come so fare meglio: parlo. Quindi che cosa faccio? Spiego il post nelle Stories.
E poi anche sul suo mio blog theblondlawyer.it.

Ljuba: Fantastico. Allora non perdetevi soprattutto il fatto che Valentina nelle Stories davvero con generosità tanto, tanto, potete trovare davvero un sacco di informazioni utili, quindi vi consiglio assolutamente di seguirla su Instagram e sul suo blog.

Valentina: Ti ringrazio, ti ringrazio, insomma siete benvenuti.

Ljuba: Wow. Ammetto che la registrazione di questa puntata e la possibilità di intervistare un avvocato mi stava molto a cuore perché davvero ritengo che sia quasi inaccettabile quanto sia sottovalutata l’importanza della vostra consulenza durante la creazione di un sito. Io per prima – lo confesso, non mi vergogno a dirlo – collaboro con te da relativamente poco. Prima anch’io realizzavo i siti, mettevo online i siti senza nessuna consulenza legale. Dicevo sempre al cliente “per la Privacy Policy, per la Cookie Policy io ti consiglio di rivolgerti ad un avvocato” ma mi fermavo lì, perché non avevo un avvocato di riferimento, lo ammetto. E quindi direi che il 99,9% delle volte il cliente mi mandava una privacy-policy scritta da lei, io gliela caricavo sul sito e senza troppi problemi di coscienza andavo avanti così. Poi il GDPR ha cambiato un pochino le cose anche nel mio modo di lavorare, lo ammetto…

Valentina: Ha scosso le coscienze.

Ljuba: È stata una bella scossa per me, almeno, per la mia professione. E quindi da lì ho iniziato proprio a cercare persone con cui collaborare e ho conosciuto per fortuna te, diciamolo grazie a Chiara di Chiaridee, diciamolo, grazie al suo meraviglioso swap fatto su Instagram. Sono quindi felicissima di aver potuto fare questa interessante chiacchierata con te e spero davvero che possa essere utile questo podcast, questa intervista, per diffondere sempre di più la consapevolezza che mettere a norma un sito non è un’opzione da percorrere solo se avanza un po’ di budget, se avanza qualche soldino. È un obbligo e soprattutto una tutela a cui tutte dovremmo prestare molta attenzione. Ci tengo quindi a sottolineare che Valentina, ma anche tutti i suoi colleghi specializzati in web, ovviamente non si occupano solo di siti in fase di creazione ma possono aiutarti a mettere in regola anche il tuo sito che magari esiste già, funziona che è una meraviglia, non stai assolutamente pensando di rifarlo o cambiarlo. Benissimo, non devi né rifarlo né cambiarlo ma almeno per quanto riguarda i contenuti delle pagine legali potresti chiedere una consulenza a Valentina appunto o un suo collega che sia specializzato in questa materia.

Valentina: Ma Valentina è meglio.

Ljuba: Ma Valentina ovviamente è meglio. Beh, io consiglio Valentina naturalmente… E poi se poi se tutti si rivolgessero a Valentina, poi come farei io che Valentina diventerebbe irraggiungibile e non avrebbe più posto per i miei progetti?
In fondo ammettiamolo Vale, tendiamo un po’ tutti a dare più importanza al logo, alle fotografie e a tutti quegli aspetti grafici che faranno dire Wow ai nostri visitatori e tendiamo a trascurare ciò che non si vede. Sei in buona compagnia perché anche la SEO, che sta prendendo sempre più piede grazie al fatto che Google non è uno sconosciuto Google, quindi la SEO prende, però quando c’è da scegliere a livello budget ciò che non si vede quindi la SEO e la consulenza legale tendenzialmente sono quelle cose che si tende a trascurare di più, al contrario invece dovremmo prima di tutto preoccuparci che il nostro sito sia a norma e solo dopo che sia anche fantabuloso e graficamente bellissimo.

Valentina: Assolutamente sì. Ne sono pienamente convinta e credo soprattutto che sia un insieme di cose. Se noi dobbiamo lavorare bene, noi, io dico sempre se la macchina può avere una carrozzeria spettacolare ma se poi dentro non funziona bene, non cammina, e al primo posto di blocco ci dicono che le ruote non hanno la larghezza corretta, i fari non funzionano, eccetera… Diciamo che magari ci ripensiamo un po’ più a controllare le cose che non si vedono, piuttosto di avere una carrozzeria nuova fiammante e fighissima.

Ljuba: Ottima metafora, davvero. Io ti ringrazio davvero di cuore Valentina per aver accettato di partecipare a DO-NUTS e per essere stata così disponibile a rispondere alle mie domande.

Valentina: Io ti ringrazio per avermi permesso di poter innanzitutto cianciare allegramente con te e con insomma i tuoi ascoltatori e di avermi dato voce, perché una cosa che reputo, un’altra fantastica cosa che reputo ci regali internet, è la possibilità di avere voce e quindi è importante che usiamo la nostra voce per dire delle cose che siano belle e che facciano bene agli altri e che siano anche tutela per gli altri. Quindi questo è un po’ la mia missione.

Ljuba: Grazie davvero Valentina, adesso ti saluto, ti mando un grandissimo abbraccio e comunque, lo sappiamo, ci sentiamo prestissimo perché abbiamo in ballo un sacco di progetti in comune e quindi ci risentiremo davvero prestissimo.

Valentina: Grazie, ciao Ljuba.

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Ljuba Daviè
Ljuba Daviè
Mi chiamo Ljuba e sono una freelance di Torino. Realizzo siti WordPress, offro consulenze e formazione ai piccoli business.