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Come usare le immagini nelle newsletter: 9 buone pratiche da seguire

19 Maggio 2026E-mail marketing

Donna al computer mentre lavora alla creazione di una newsletter con immagini e contenuti

Quando si parla di newsletter, le immagini sembrano sempre una buona idea.

Rendono tutto più bello, più interessante, più curato. E in effetti è così.
Il problema è che molto spesso vengono usate senza una vera intenzione: inserite un po’ per riempire, un po’ perché “così la mail è più carina”.

E invece no. Le immagini, dentro una newsletter, non sono un elemento decorativo. Sono una scelta progettuale. E come tutte le scelte progettuali, se non sono fatte con attenzione, rischiano di creare più problemi che benefici.

In questo articolo ho raccolto 9 buone pratiche che ti aiutano a usare le immagini in modo più consapevole, senza complicarti la vita ma evitando quegli errori che, nel tempo, rendono le newsletter meno efficaci di quello che potrebbero essere.

1. Scrivi sempre l’ALT text (anche se ti sembra inutile)

Ogni immagine che inserisci in una newsletter dovrebbe avere un ALT text.

Non è un dettaglio tecnico da compilare velocemente, ma una questione di accessibilità e, quindi, di rispetto.

L’ALT text è il testo alternativo che viene letto dagli screen reader, cioè quei software utilizzati da persone non vedenti o ipovedenti per navigare contenuti digitali. In pratica, è quello che permette a chi non può vedere l’immagine di capire cosa c’è al suo posto.

C’è poi anche un secondo livello, più pratico: in alcuni casi le immagini nelle email non vengono caricate (per impostazioni del client o per problemi tecnici). Quando succede, al loro posto compare proprio l’ALT text.

E anche qui fa la differenza tra una newsletter comprensibile e una piena di “buchi”.

Per questo è importante scriverlo bene: breve, chiaro, descrittivo. Deve raccontare esattamente cosa c’è nell’immagine, senza effetti speciali o forzature. Non serve renderlo creativo. Serve renderlo utile.

2. Fai attenzione alle dimensioni delle immagini

Le newsletter hanno dei limiti molto concreti, anche se spesso non ci pensiamo.

Uno di questi è la larghezza: la maggior parte dei template email si sviluppa su circa 600 pixel. Questo significa che caricare immagini più grandi non ha molto senso, perché verranno comunque ridimensionate.

C’è poi il peso del file, che è ancora più importante. Un’immagine troppo pesante rallenta il caricamento e consuma dati inutilmente. In generale, stare sotto 1MB è una buona pratica, ma se riesci a scendere verso i 100KB è ancora meglio.

E poi c’è un aspetto che si nota solo quando qualcosa va storto: la lunghezza complessiva della newsletter.

Se inserisci tante immagini, o immagini molto lunghe, il codice della mail cresce. E quando supera una certa soglia, Gmail può “tagliare” la newsletter, mostrando solo una parte del contenuto. L’unico modo per risolvere è semplificare: togliere elementi, accorciare, alleggerire.

Non è una questione estetica, è proprio una questione di funzionamento.

3. Progetta pensando prima al mobile

La maggior parte delle newsletter oggi viene letta da telefono.

Eppure spesso continuiamo a progettare come se venissero aperte su uno schermo grande, comodo, stabile.

Le immagini sono uno dei punti in cui questo si vede di più.

Un testo inserito dentro un’immagine, perfettamente leggibile da desktop, può diventare minuscolo e illeggibile su mobile. Un dettaglio che su uno schermo grande funziona, su uno schermo piccolo semplicemente scompare. Per questo ha senso fare un piccolo cambio di prospettiva: partire dal mobile e poi adattare al desktop, non il contrario. Se un’immagine funziona su uno schermo piccolo, molto probabilmente funzionerà ovunque.

4. Mantieni un buon equilibrio tra immagini e testo

Quando si inizia ad inserire immagini è facile farsi prendere la mano.

Una dopo l’altra, riempiono la newsletter. Il risultato è una mail che visivamente sembra ricca, ma che in realtà è più difficile da leggere e da comprendere. Un buon punto di riferimento è mantenere un equilibrio: circa un terzo immagini e due terzi testo.

Non è una regola rigida, ma è una proporzione che aiuta a mantenere chiarezza e ritmo.

C’è anche un altro aspetto, meno evidente ma importante: le newsletter composte solo da immagini funzionano male. Non sono facilmente ricercabili nella casella email, possono risultare vuote se le immagini non vengono caricate e non permettono di avere un’anteprima significativa.

Il testo, anche quando sembra secondario, è quello che tiene insieme tutto.

5. Usa strumenti semplici se il design non è il tuo mestiere

Non serve essere designer per creare immagini efficaci. Oggi esistono strumenti molto accessibili che permettono di lavorare bene anche senza competenze avanzate: leggi la mia guida per integrare Canva e MailerLite. Puoi partire da un modello, modificarlo, adattarlo ai tuoi contenuti e al tuo stile.

Se usi MailerLite, hai già un editor integrato che può bastare per molte situazioni. In alternativa, strumenti come Canva possono aiutarti a costruire immagini coerenti con la tua comunicazione.

Il punto non è creare qualcosa di perfetto, è creare qualcosa che sia coerente, leggibile e riconoscibile.

6. Non mettere la CTA dentro un’immagine

Le call to action sono il punto più delicato di una newsletter. Se tutto funziona, portano le persone a cliccare. Se qualcosa va storto, spariscono.

Quando inserisci una CTA dentro un’immagine, ti stai assumendo un rischio: se quell’immagine non viene caricata, la tua call to action non esiste più. Per questo è sempre meglio usare un pulsante vero, costruito come elemento della newsletter. In questo modo sarà sempre visibile, sempre cliccabile, indipendentemente da quello che succede alle immagini.

7. Evita immagini che sembrano “finte”

Le immagini stock possono essere utili, ma vanno scelte con attenzione. Quelle troppo costruite, troppo perfette, troppo generiche, si riconoscono subito. E creano una distanza, anche se piccola, tra te e chi legge.

Quando puoi, usa immagini tue.
Quando non puoi, scegli immagini che siano credibili, semplici, coerenti con il tuo tono.

E se necessario, modificale: un taglio, un colore, un dettaglio possono fare la differenza.

8. Scegli il formato giusto (JPG, PNG, GIF)

Non tutte le immagini sono uguali, e nemmeno i formati lo sono.

I file JPG funzionano bene per fotografie e immagini con molte sfumature. Sono leggeri e mantengono una buona qualità.
I PNG sono più adatti per grafiche, icone, loghi, soprattutto quando serve la trasparenza.
Le GIF possono essere una risorsa interessante quando vuoi aggiungere movimento, senza arrivare alla complessità di un video.

Scegliere il formato giusto non è un dettaglio tecnico fine a sé stesso: è un modo per mantenere un buon equilibrio tra qualità visiva e prestazioni.

9. Usa le GIF con criterio

Le GIF attirano l’attenzione. Questo è il loro punto di forza, è certo. Ma proprio per questo vanno usate con misura.

Un’animazione breve, semplice, può aiutarti a mostrare meglio qualcosa o a dare ritmo alla newsletter. Una GIF troppo lunga o pesante, invece, rischia di rallentare tutto e distrarre.

C’è anche un aspetto tecnico da considerare: non tutti i client email supportano le animazioni. In alcuni casi verrà mostrato solo il primo frame. Per questo è importante che anche quell’immagine statica abbia senso da sola.

In conclusione

Le immagini possono rendere una newsletter più efficace, più chiara, più coinvolgente. Ma solo se sono inserite con un’intenzione.

Non serve usarle di più. Serve usarle meglio.

E spesso, questo significa fermarsi un attimo prima di inserirne una e chiedersi: questa immagine mi sta davvero aiutando a comunicare meglio il mio messaggio?

Se la risposta è sì, allora ha senso.
Se la risposta è “non lo so”, probabilmente puoi farne a meno.

Se questo articolo ti è stato utile e vuoi condividere con me il risultato del tuo lavoro puoi lasciarmi un commento qui sotto oppure contattarmi sul mio profilo Instagram. Se vuoi imparare ad usare ancora meglio WordPress e MailerLite ti aspetto nel mio percorso PARIPASSI.

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Sono Ljuba. Web designer freelance. Metà perfezionista e metà sognatrice. Femminista in divenire. In costante evoluzione e quasi sempre con i capelli ciclamino.
I siti che realizzo sono piacevoli da navigare, attraenti già dal primo sguardo, rispettosi delle regole di usabilità e accessibilità. Raccontano le mie clienti in tutto e per tutto, le definiscono come donne e professioniste che non hanno timore di farsi vedere per chi sono davvero. Conosciamoci meglio

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