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EMOJI: quando e come usarle nell’oggetto delle tue campagne di e-mail marketing

12 Dicembre 2023E-mail marketing

EMOJI: quando e come usarle nell'oggetto delle tue campagne di e-mail marketing

Se hai attivato una newsletter e non stai utilizzando le automazioni ti stai perdendo uno strumento davvero potentissimo.

Le automazioni infatti sono messaggi automatizzati che vengono inviati – al momento giusto e alle persone giuste – senza il tuo intervento manuale.

Gira voce che le emoji siano roba da boomer. Io credo che siano ancora molto attuali e anche efficaci per rafforzare un messaggio scritto. Certo, devono essere usate con criterio e senza esagerare: eviterei sequenze di 10 emoji persino in un messaggio WhatsApp con la mia migliore amica, figuriamoci in una newsletter.

Quindi, ha senso usare le emoji nell’oggetto di una campagna di e-mail marketing? Dipende.
Vediamo insieme pro e contro.

Usare le emoji nell’oggetto di una newsletter?

Dipende dal tuo pubblico. Lo conosci bene vero?

In alcuni settori le emoji funzionano alla grande. Possono aumentare il tasso di apertura, far aumentare la percentuale di click, far saltare all’occhio una mail in mezzo a tante, trasmettere degli stati d’animo o delle emozioni rafforzando il messaggio e il significato, dare personalità al tuo brand.

È anche vero che, ad alcune persone, le emoji possono far sembrare il tuo messaggio meno “serio” e qundi diminuire il tasso di apertura.

Non c’è quindi una risposta univoca, ma possiamo dire, in generale che:

  • se la tua attività ha un tono di voce molto serio e professionale e ti occupi di temi molto impegnati, meglio evitare le emoji;
  • se esageri con il numero di emoji nell’oggetto della tua mail questa può attivare filtri antispam e quindi danneggiare la tua email deliverability;
  • se scrivi ad un pubblico che non ti conosce quasi per nulla, da poco acquisito e il tuo brand non ha ancora un tono di voce riconoscibile, l’uso delle emoji può penalizzarti e la tua mail potrebbe apparire una delle tante mail di marketing di massa;
  • alcune emoji possono essere interpretate in modo diverso da persone diverse, quindi assicurati di non confondere i tuoi lettori e che l’intento del tuo messaggio sia chiaro.

Alcuni dati

  • Empatia: l’88% delle persone che utilizza le emoji concorda sul fatto che il loro uso può renderti più simpatico e amichevole e contribuire alla costruzione della relazione;
  • Professionalità: anche nella comunicazione aziendale, con gli opportuni accorgimenti, le emoji possono portare dei vantaggi e abbattere le barriere della comunicazione formale, aggiungendo personalità.
  • Target: il 68% dei millennials si dichiara a proprio agio nell’utilizzo delle emoji per esprimere le emozioni. Solo il 37% degli over 65 la pensa allo stesso modo.
  • Click: in uno studio del 2020, il 33% dei partecipanti ha cliccato su una mail il cui oggetto conteneva una emoji, il 9% ha cliccato su un oggetto che non conteneva emoji e il restante 58% non ha aperto nessuna mail.

Effetti sui tassi di apertura

Come ho già detto, l’impatto delle emoji non è uguale per tutti i settori e dipende dal target.

MailerLite ha esaminato 48 settori e confrontato i tassi di apertura delle newsletter che includevano emoji nell’oggetto rispetto a quelle che non le includevano.

Tenendo presente che anche fattori come chiarezza, pertinenza, autorevolezza ecc… possono influenzare il tasso di apertura, i dati sono comunque interessanti.

Per alcuni settori – come salute, fitness e corsi online – la differenza è trascurabile (variazione dei tassi di apertura inferiore all’1%). Altri settori hanno visto aumentare i tassi di apertura di oltre 6%, in particolare gli istituti scolastici, i blogger, i marketers e il settore tech.

Quindi cosa funziona per te?

Se l’efficacia delle emoji varia così tanto da settore a settore e in base al target, come puoi capire se per te ha senso utilizzarle?

Esegui degli A/B test ripetuti nel tempo sul campo oggetto delle tue campagne e potrai trarre le tue conclusioni.

Modifica sempre un solo elemento: crea un A/B test con un oggetto senza emoji e un oggetto con emoji. Successivamente testa diversi tipi di emoji. Infine, potresti provare a testare un numero diverso di emoji.
Ripeti i test fino a quando i dati non saranno chiari e ti forniranno un pattern di comportamento dei tuoi lettori.

Qui trovi un mio tutorial per capire cos’è e come impostare un A/B test su MailerLite.

Emoji e client di posta elettronica

La visualizzazione di una emoji e il suo aspetto dipendono dai browser, dai client di posta elettronica e dai diversi dispositivi che utilizzano i tuoi iscritti. Le emoji hanno aspetti molto differenti se le visualizzi da un sistema operativo iOS o Android, per esempio.

In linea generale ormai la gran parte dei client supporta bene le emoji. Solo gli utenti che hanno dispositivi desktop con Windows XP potrebbero visualizzare dei simboli quadrati al posto delle emoji.

Alcuni consigli utili

Tenendo sempre a mente quanto detto sopra, ecco alcuni consigli pratici per utilizzare le emoji in modo efficace nelle tue newsletter:

  • Non esagerare: più ne inserisci e più è probabile che la tua mail venga bloccata dai filtri antispam. Inserisci una emoji solo quando davvero può migliorare l’oggetto della tua mail.
  • Conosci il tuo pubblico: apprezza le emoji o appartiene a quella categoria di persone che le considera poco professionali? In quale fascia di età ricade? Le utilizza nella sua comunicazione?
  • Utilizza emoji pertinenti: usale solo quando hanno senso e quando possono rafforzare il tuo messaggio in modo pertinente. Non inserire una emoji solo perché è carina.
  • Pensa all’accessibilità: le emoji impattano sull’accessibilità dei tuoi contenuti, infatti screen reader e braille monitor le leggeranno “letteralmente” inficiando l’efficacia del tuo oggetto. Questo oggetto “Risparmia 🥘 🍣 e noi pianteremo 🌳🌳” verrà letto così da Apple Voice “Risparmia paella pan sushi e noi pianteremo leafy tree”. Tienilo sempre presente.

Inizierai a testare le emoj? Fammelo sapere nei commenti.

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Sono Ljuba. Web designer freelance. Metà perfezionista e metà sognatrice. Femminista in divenire. In costante evoluzione e quasi sempre con i capelli ciclamino.
I siti che realizzo sono piacevoli da navigare, attraenti già dal primo sguardo, rispettosi delle regole di usabilità e accessibilità. Raccontano le mie clienti in tutto e per tutto, le definiscono come donne e professioniste che non hanno timore di farsi vedere per chi sono davvero. Conosciamoci meglio
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