FACEBOOK NETIQUETTE

 

Questo post giaceva in bozza da un po’ di tempo, oggi ho deciso (ciao piano editoriale, ciao!) che era abbastanza maturo per vedere la luce, prima di far la muffa.

Se non desideri finire nella backlist riservata agli utenti più detestati di Facebook :) evita le seguenti pratiche:  

  • Scusatemi, apro con ciò che mi scatena proprio la viulenza. Utilizzi un profilo personale per la tua attività e chiedi anche l’amicizia: cara Pizzeria Spaccanapoli, apriti una pagina “attività locale” e poi, se fai una buona pizza e sono in target, un like te lo posso anche mettere.
  • Altra rottura mica da poco, questa si verifica soprattutto in gruppi numerosi dove una persona posta una domanda più o meno interessante e sotto vedi che ci sono già 13 commenti. Apri il post, pensando di trovare tanti consigli e confronti e invece solo una lunga ed inutile sfilza di “seguo”, “seguo anch’io”, “seguo quella davanti, non spingete…”. Curiosamente accade quasi sempre in gruppi dove ti aspetteresti anche un grado di “alfabetizzazione social” medio-alta (non sto pensando al gruppo di fiori in carta pesta, per dire). Ecco, esiste una meravigliosa quanto utile funzione: clicca nella freccina nell’angolo in alto a destra del post che ti interessa seguire e seleziona l’opzione “attiva notifiche per questo post”. Semplice, efficace, risparmia tante maledizioni.  Mi sento però in dovere di dire che so che esistono scuole di pensiero secondo cui scrivere “seguo” sotto ad un post abbia almeno due funzioni utili: farlo tornare in alto nella timeline e far sentire meno solo chi posta, una sorta di sostegno emotivo (non so un tubo ma ti sono vicina nell’ignoranza). Ecco, ci tengo a prendere le distanze da queste teorie, ma pare che esistano.
  • Aggiungi a gruppi Facebook ignare persone che non hanno fatto esplicita richiesta e che probabilmente sono più interessate all’ultimo consuntivo spese condominiali che all’argomento del tuo delizioso gruppetto. Io estremista: mi inserisci in un gruppo senza che io te lo abbia chiesto? Ti BLOCCO. Si salvano solo gli amici stretti.
  • Le catene di Sant’Antonio in versione 2.0 o altre idiozie simili per vedere quanti contatti risponderanno al tuo richiamo (si allega prova documentata, esistono!):

  • inserisci un triliardo di tag ad cazzum sulle tue foto solo per farle vedere a più persone possibili e attirare l’attenzione sul tuo – probabilmente debole – contenuto. Si chiama spam e noi possiamo difenderci: impostiamo la verifica dei tag sul nostro profilo e rimuoviamo senza pietà tutti quelli che non ci interessano davvero.
  • Come sopra ma un po’ peggio: inserisci un triliardo di tag ad cazzum su orride cartoline di Natale, Pasqua, mimose e ricorrenze varie. Difendiamoci ad oltranza. In questo caso è lecito anche togliere l’amicizia, secondo i miei parametri.
  • Richiedi l’amicizia senza conoscermi, non mi invii nemmeno un messaggio privato per dirmi per quale motivo vorresti entrare in contatto con me e, puntuale come il versamento IVA, in pochi minuti mi inviti a mettere like alla tua pagina, di cui, come ai punti precedenti, probabilmente non mi interessa nulla o sono completamente fuori target (se hai un negozio di sciolina a Capri forse, con me, stai perdendo tempo). A volte questa richiesta di like, se educatamente ignorata, diviene compulsiva. È buona norma bloccare la persona in questione. Senza sensi di colpa, via.
  • Pratichi quella che io definisco autopromozione selvaggia sul tuo profilo personale: posti 12 volte al giorno link ai tuoi prodotti, ai tuoi servizi, alla tua newsletter, all’ultimo corso che hai attivato e che da 3 settimane ha solo più 3 posti disponibili. Lo stai facendo male. Sei pesante! Nella migliore delle ipotesi le persone cliccheranno su “non seguire più”.
  • Come sopra, ma l’autopromozione selvaggia la pratichi nei gruppi. Dove possono accadere due cose: vieni ripresa (che imbarazzo per chi lo deve fare) oppure sei in buona compagnia, un gruppone di spammer che si parlano addosso. Fiesta!
  • Se desideri commentare sulla bacheca di un tuo contatto, soprattutto se non sei il suo migliore amico, sii educato e pulisciti le scarpe prima di entrare. Anche se lui posta immagini di hamburger sanguinanti e tu sei fruttariano.
  • Non trasformare la tua bacheca in un abisso di frasi strappalacrime o citazioni poetiche, con discutibili immagini di tramonti o mani intrecciate e grafiche di dubbio gusto con testi della Pausini. Tutti (o quasi) ne abbiamo pubblicate alcune nella vita, gli errori si commettono da giovani, ma se intasi la timeline dei tuoi contatti con queste menate rischi seriamente di trovarti più solo di una particella di sodio.

 

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Ljuba Daviè
Ljuba Daviè
Ciao, mi chiamo Ljuba e sono una freelance: realizzo siti internet ed e-commerce e mi occupo della gestione professionale dei Social Network.